— Pettini, bella compagnia, specchi, fibbie, collane, coltelli, bottoni, aghetti e spilletti, nastri e stringhe, cuffiotti...

— Niente — interruppe ruvidamente Tomaso, — non abbiamo bisogno di niente.

— Pazienza.

Alcuni uomini, una donna, due ragazzotti che avevano finito di accudire alla cascina, s’erano avvicinati, e consideravano curiosamente il soprarrivato.

— Si fa notte — riprese costui: — mi dareste un boccone e un po’ d’alloggio per l’amor di Dio? chè sono stracco morto e al paese non ci posso arrivare.

Clara si alzò snella, entrò in casa, tornò di lì a un momento con una scodella di minestra e un bicchier di vino, e li diede al merciaiuolo.

— Dio vi mantenga sana, che bella siete! — esclamò questi; e messosi a sedere in terra, mangiò avidamente.

Saziato che fu, posò la scodella e diede un’occhiata in giro.

Il fittabile, senza aspettar la domanda, alzò la mano e indicò a sinistra:

— Il fienile è là: c’è la scala a piuoli.