— Già — fece il maire, dopo averlo letto e riletto; — ma non sarà poi uno scherzo dei compagni d’arme?
— Ma è la sua scrittura — rispose Marta; — la scrittura di Prospero.
— O uno scherzo di Prospero stesso?
— Eh no! era un giovane serio, fin troppo, fin troppo.
Il maire pensò un poco, poi fece un saluto, prese per un braccio l’aggiunto e trattolo fuori della casetta, disse sotto voce:
— Ho mangiato la foglia.
— Dite davvero?
— Questo Prospero Tonello non doveva forse venire in congedo?
— Sicuro.
— Eh! allora l’affare diventa chiaro come il sole: la lettera è un’astuzia, uno strattagemma, nient’altro. Colui non vuol più prender moglie, o non vuol più saperne di questa Maddalena.