— Dove sta tuo padre?
— Là dove la strada fa un gomito. Vedete quella casupola scura, da cui si alza una colonnetta di fumo?
— Tira via, che ho fretta.
Così dicendo, il venturiero si mandò innanzi il ragazzo; e si avviarono tutti verso la casupola.
In questo mentre Bartolommeo Bussone tornava a casa. A veder da lontano il figliuolo con quel guerriero, con quella gente d’armi, sollecitò il passo e arrivò tutto trafelato.
— Galantuomo, ho da parlarti — gli disse bruscamente il venturiero. — Sta attento e non m’interrompere.
— Messere, non v’è pericolo — rispose il contadino; — non dubitate...
— Devi sapere ch’io vado ad Alessandria per unirmi a Facino Cane...
— L’ho sentito nominare...
— Un condottiero che adesso fa abbassare il cimiero a tutti gli altri. Passa di paese in paese, assalta, invade, conquista; sicchè presto sarà signore d’un gran principato. Egli tiene la fortuna per il ciuffo; cercherò di acciuffarla anch’io. Piglio con me tuo figlio. Non ch’io abbia bisogno di far gente, ma perchè mi par nato soldato. Vuoi?