Maur. (Dopo aver pensato un momento, come risoluto ad un estremo partito). E va bene.
Paola (Fissandolo). So quello che pensi. So che lo faresti. Non voglio. Non voglio il duello, ecco. Non voglio che tu uccida Roberto, non voglio che Roberto ti uccida. Non so nulla fuori di questo. Non posso ragionare, non posso pregare. Sento che quel fatto è mostruoso e non lo voglio. Di voi due non posso parlare così che a te solo. Guardami bene. Sento qui (indicando la testa) che non misuro più le cose. Io mi perdo. Se non trovi modo... non so, io dico tutto a mio marito. Io non esco più di casa tua, ecco. Mi troveranno, sapranno, sarò perduta. Pensaci. Ti giuro che lo farò.
(Lungo silenzio). (Scampanellata).
Maur. (Scuotendosi). Oh! (Va rapidamente alla porta) Costanzo!
Paola. Che fai?
Maur. (a Costanzo). Tienili di là un momento.
Paola (con calma). Sono i tuoi padrini?
Maur. Sì, credo.
Paola. Falli entrare; io non mi muovo.
Maur. Paola, Paola, bada a me, bada, tu perdi la ragione...