Paola. Bada che sto a sentire...

Maur. Sì, sì, sì. Ti dò la mia parola d’onore... L’ultima che potrò dare in mia vita.

Paola (Esce).

Maur. (Chiude con la chiave e si volta rapido a far fronte a Giorgio e Cesare che entrano).

SCENA QUARTA. Maurizio, Cesare, Giorgio.

Giorg. Dormivi?... Bravo, complimenti!

Maur. (Stringe loro macchinalmente la mano).

Giorg. Dunque, senti: i padrini del tuo avversario sono il capitano Capolago e Filippo Errera.

Ces. Sì, e ti batti alla pistola, come volevi. — Per non lasciare il terreno senza risultato, secondo il tuo desiderio, si farà uso di armi rigate... Non si è deciso se il duello sarà da piè fermo od avanzando, ma nella qualità di offeso ti rimane la scelta.

Maur. (In preda a fierissima lotta interna, risponde appena con un cenno del capo).