Ed entrato in camera accese col suo il mio lume.

— Sai che sei pallido come uno spettro! — Hai avuto male? Perchè non hai chiamato? — Te lo voleva dire, ieri sera, di non mangiar tante pesche.

— Ma no... grazie, sto bene sai, ho dormito benissimo.

— Quando è così, spicciati, non basta arrivar presto, bisogna arrivar primi.

E sparve, impaziente ed affaccendato, giù per la scala.

Non potevo staccar gli occhi da quel punto.

Sogno, allucinazione, illusione dei sensi, fantasia;... siano pure... le linee squisite di quel gruppo trepidante d’un amore sconfinato e soprannaturale, mi sono incise nel cervello e ci andrà del tempo prima ch’io le senta affievolirsi e confondersi.

M’avvicinai al lungo mobile. La piccola miniatura posava sui cuscini accanto al ritratto d’uomo, appoggiato al bracciuolo; la muraglia in alto era leggermente scalcinata, il chiodo giaceva sotto il canapè.