Quanto al personaggio, sono poco informato.
So però che egli nacque in Torino nel 1782, da parenti che non erano nobili, appartenevano all’alta borghesia ma frequentavano la nobiltà, ne avevano presi i modi e le opinioni, tantochè furono poi classificati fra i così detti aristocrates.
Da giovanissimo egli era stato destinato alla carriera delle armi, e tutti i suoi studi erano volti a questo scopo; ma poi uno zio, tornato di non so dove, aveva voluto farlo entrar nel commercio. Così inviato in Isvizzera ed in Francia, prima aveva imparato a volar sul ghiaccio coi pattini, a traversar laghi e fiumi a nuoto; poi s’era perfezionato nell’equitazione, nella scherma e nel tiro alla pistola.
Tornato a Torino, non aveva fatto il negoziante, e soldato lo diventò solo più tardi, quando si guadagnò il titolo di barone dell’impero, benchè semplice luogotenente, e la stella della Legion d’Onore.
Al tempo in cui probabilmente scrisse i primi di questi fogli, avendo fama di elegante fra gli eleganti, lavorava ad accrescerla e mantenerla, e lo immagino giovane, allegro, matto, disinvolto: in quell’età in cui certi vapori offuscano il cervello, in cui si sogna come felicità unica, intensa, suprema, essere pazzamente amato da una donna altera e bellissima con tutto il raffinamento della eleganza, della passione, della colpa.
Quanto al fisico, non so se fosse l’Antinoo coi muscoli d’Ercole, se avesse le torse d’airain, le poignet de fer, les muscles d’acier. Mai davanti agli occhi il ritratto a mezza figura, puoi immaginarti tutta la persona: prolungar l’abito azzurro chiaro, veder le gambe fine e nervose serrate nei calzoni color camoscio, ed i piedi aristocratici da ci-devant, finamente calzati da stivali neri a ghiandina d’oro. Oltre al ritratto, ci sono io suo discendente diretto, guardaci; e formati da questi due documenti umani un ideale poetico quanto vuoi.
Ecco quei fogli in tutta la loro integrità: