(Iº)

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Che non ci sia proprio modo di pigliar sonno stanotte?.... Ho provati tutti i mezzi citati come infallibili: contati i numeri dall’uno al mille, poi ricominciato... Ho cercato di fermar la mente su cose noiose, sul libro di commercio che mi mandò ier sera lo zio... le idee scappano a divertirsi altrove e non riesco a seccarmi tanto da far venir il sonno.

Non potendo leggere, voglio provare a scrivere. È una occupazione quasi nuova per me.

Scrivere a chi?

A nessuno.

Scrivere per metter fuori in qualche modo tutto quel trambusto che ho nel cervello stanotte, poichè non ho sonno, non posso leggere, non so che fare, ho bisogno di star solo, di sfogarmi da solo; tantochè se avessi qui un amico, non gli direi quello che penso, lo pregherei di andarsene perchè mi disturberebbe e mi riescirebbe assolutamente importuno. Sento che sfuggirei la più piacevole compagnia per potermi abbandonar liberamente ai miei pensieri.

E poi, ho questi bei fogli bianchi sul tavolo, mi sorride l’idea di farci scorrere sopra la penna... di appoggiarne di tanto in tanto il capo piumoso alla fronte, e quando mi par bene imbevuto, bene inzuppato d’idee, lasciar colar giù tutto, i pensieri insieme coll’inchiostro. Se mi annoierò verrà il sonno, nel caso contrario vuol dire che mi divertirò, e non domando di meglio.

Anche dodici ore or sono mi annoiavo.

Un sole di fuoco nelle vie, e nessuna energia per ritrarmi all’ombra.