Visitati tutti gli antiquari senza trovar nulla[1]. Non una forma femminile interessante, nella strada, alle finestre, ai balconi.

Nessun dolce pensiero da canticchiare fra i denti...

La noia è il gran male della mia vita; talvolta giungo a divertirmi anche solo colle immagini appassionate o bizzarre che nascono nella fantasia; ma oggi no, oggi avevo la mente intorpidita.

Se non fossi entrato nel cortile delle diligenze, forse avrei continuato ad annoiarmi fino a sera.

In certi giorni tutto è distrazione.

Quando mi accade di veder arrivare una di quelle grandi macchine che fanno traballar mobili e vetri con tutto quel fracasso di cavalli, ruote, sonagli, colpi di frusta, mi assale una gran curiosità, un desiderio irrequieto di sapere chi vi sta dentro.

Niente poi mi diverte quanto il trambusto della partenza, quando vi assisto come spettatore: i viaggiatori che vanno e vengono, i facchini che smuovono, portano, caricano sacchi, il conduttore, sempre tal quale, col suo berretto di pelliccia, il foglio coi nomi dei passeggieri in mano, rosso come un dindo, affannato a scalmanarsi bestemmiando attorno alle ruote, ai finimenti, ai bagagli male allogati.

Che sfilar di tipi. Quante figure curiose. gotiche e strane che non s’incontrano altrove! — Quel tale che oggi andava,... fino, a Vercelli forse,... con un gran canestro di provvigioni, in una tasca una bottiglia, nell’altra una gran pistola che gli tirava il pastrano fino a terra.