Quei due poveri giovani cogli occhi fissi e rossi che non potevano nè piangere, nè parlare, nè separarsi... A quante scene da romanzo, da tragedia o da commedia non assisterebbe in un mese chi frequentasse tutti i giorni il cortile della gran posta.
Quando arrivò la diligenza di Lione, se m’avessero proposto d’indovinare chi vi era dentro... Elena! Proprio lei, dopo tanti anni, qui in Torino!
Ed il caso che mi fa trovare presente all’arrivo, come incaricato di riceverla, di farle gli onori!
Così avessi potuto avvicinarmi e parlarle!
Come ho presente tutto quello che mi accadde da quel momento fino a ieri sera, quando sono rientrato in casa!
Tutti i pensieri di prima, tutte le cose passate, affari, amori, piaceri antecedenti alla giornata di ieri, si fondono ora in una sola circostanza, in una sola persona, in un solo finale,... e non ho più potuto far altro stanotte che riandar colla mente tutti i minuti particolari di quel che mi avvenne, raccontarli, ripeterli, commentarli a me stesso.
Ecco perchè ho lo spirito tanto irritato, ecco perchè non mi è possibile dormire.
Ricomincio sempre daccapo: rivedo la diligenza che si ferma, le portiere fra le due ruote che si spalancano; incominciano a venir fuori prima le houppelandes ed i bonnets à poils degli ufficiali, poi quell’individuo grasso, col panciotto color fuoco a frangie verdi, il più pacifico fra gli orologiai di ginevra, senza dubbio, poi quel calvo alto, dalla rédingote a sei pellegrine; poi ho visto quella manina finamente inguantata uscir dallo sportello del coupè e posarsi sul braccio dell’uomo già sceso prima e non ho più guardato altro.
Saltò a terra svelta e leggiera e non la conobbi, ma mi parve che il cortile, la diligenza, le case, la gente intorno, tutto si illuminasse, come quando il cielo è grigio e scuro, e sbuca fuori all’improvviso un raggio di sole.
L’ho riconosciuta poi nella sala dell’amministrazione, allorchè sentendosi guardata, si volse verso di me si fece tutta rossa ed andò a passare il braccio in quello del marito senza rendersi, io credo, ragione dell’atto.