La signorina Alessi, che, danzando davanti a Napoleone, nel ballo dato al Teatro dell’Opera, in occasione della sua venuta a Torino, posò un piede su quello dell’Imperatore: Eh! mademoiselle, sclamò l’imperatore, vous me faites reculer. E lei di scatto: C’est donc la première fois.
Come sa raccontar con brio ed ascoltar con garbo. Approva col capo, leva gli occhi al cielo, prende una faccia grave, ridente, addolorata a seconda del racconto... poi a discorso finito, se è una signora che ha parlato, le bacia la mano, se è un uomo, glie la stringe calorosamente.
Conosce tutto il mondo. L’ho fatto parlare su Miniuti, sul marito di Elena.
Lo ha conosciuto, anni addietro, prima del matrimonio, lo ha praticato pochissimo, tuttavia, se a Parigi non s’è cambiato, può assicurare che è uomo educato, ma freddo ed impassibile. Geloso poi senza fallo. — Non di quelli certo che scherzano col pericolo e godono delle adorazioni pioventi sulle mani, sul collo, sul seno, della loro moglie quando la conducono in società. Lo crede insensibile e violento, uno di quei certi caratteri pieni di contraddizioni, capace di battersi con chi sparla d’un loro amico, e non trovar poi nè una parola di compianto, nè una consolazione per questo medesimo amico caduto nella sventura.
Aggressivo e duellista ha un famoso colpo dritto, rapido come una pistolettata, nessuno con lui arriva alla parata. A Torino, aveva riputazione di un vero bretteur, anzi si diceva scherzando di lui che aveva avuti tre duelli in un giorno, il primo con un francese che l’aveva guardato in faccia, l’altro con un russo che l’aveva guardato nel dorso, il terzo con un inglese che non l’aveva guardato!
E la rividi ancora al Teatro Carignano, alla: Donna soldato.
Ecco alla metà del 1º atto aprirsi l’uscio del palco, proprio di faccia al mio e comparir lei ancora.
Sciolta dallo sciallo di cachemire; elegantissima nella sua semplice veste di levantine azzurrina, coi capelli rilevati dal pettine di corallo, ed il suo solito giro di perle al collo... eccola posare, con grazia tutta sua, il braccio tondo e bianchissimo sul davanzale di velluto rosso del palco e rimaner subito tutta attenta, assorta dallo spettacolo.