Non ci fu modo di trovarne gli occhi in tutta la sera; ho maledetta anche la musica di Pavesi e la voce della Gafforini!

Si fermerà Essa in Torino? Lunedì ballo dal Principe, la vedrò?... potrò parlarle?


(2º)

Rientrando dopo tante ore passate in mezzo al frastuono della festa, sento nel silenzio profondo di questa camera i palpiti frequenti del cuore, il sangue che scorre nelle arterie, tutto il congegno, il meccanismo della vita.

Nello stesso tempo mi vibra ancora nelle orecchie il ritmo insistente della musica, ed ho negli occhi tante immagini, in varia situazione, in momenti diversi, d’una sola persona, circonfusa dall’atmosfera calda della gran sala piena di raggi e di riflessi.

Provo un sentimento d’oppressione, d’ebbrezza al cervello,... lo direi un magnetismo indefinibile e snervante.

Sono triste ed affaticato, e penso che se finora ai balli mi ero in realtà raramente divertito, stanotte ho proprio sofferto.