(3º)
Ecco, questo foglio vorrei porlo sotto i suoi occhi, se per un miracolo potessi farlo pervenire nelle sue mani.
Ero ben persuaso che le grandi felicità sono procurate dall’amore, e lo cercavo in tutte le avventure possibili, ma ero scettico, volevo le prove autentiche della sensazione;... ridevo dell’amor puro, dell’amor platonico.
Ora più nulla cangierà l’idea che ha colpito l’anima: fortunata o sventurata questa passione che aumenta ad ogni ora, che mi domina, riempirà tutto il mio avvenire.
Ilo voluto nei giorni addietro ancora, rigettarmi nella vita... ho trovato ogni piacere svanito; da quel lato l’orizzonte è chiuso.
Poi ho voluto analizzare le nuove sensazioni, ho spiato me stesso, frugato a fondo nel cuore, esasperato di non trovarmi più quello di prima. Ho combattuto, mi sono avvinghiato colla passione invadente, cercando vincerla, tenerla palpitante sotto al ginocchio, dominarla e non venirne dominato... ma i miei nervi sono rimasti scossi e vibranti, il cervello si è infiammato, ogni sensibilità esacerbata, ed ecco a furia arrivar le insonnie, le inquietudini allucinate e bizzarre, i capricci morbosi, le pazze energie, le prostrazioni snervate, le mille sofferenze indefinibili.
Ella vede la mia vita di tutti i giorni... al mattino quando passeggio in Piazza Imperiale, quando li seguo alla lontana nella via Nuova, quando mi fermo sull’angolo di via Santa Teresa ad aspettare che abbiano presa la loro tazza di cioccolatte nella bottega d’Imoda Dalmazzo; sa, ne son certo, che ritorno dietro loro, mentre il marito l’accompagna all’albergo. Non mi vede mancar mai al dopo pranzo, alla passeggiata sotto gli Olmi della Cittadella, al viale dei Platani, al giardino Imperiale. Alla sera al teatro Carignano, al Sutera o al D’Angennes!