(4º)

Sono due giorni che non la vedo.

Così volessero precipitare queste poche ore che mi separano dall’alba!

Fu il demonio che mi fece entrar da Dufour l’altra sera, che mi suggerì d’immischiarmi nella questione insorta fra quei capi scarichi che cenavano vicino alla mia tavola.

Ma nello stato d’animo in cui sono, compiango tutti coloro che amano e che soffrono... E il povero Giorgio soffriva davvero ai motteggi dei compagni sul suo amore per la contessa.

Detesto tutti coloro che scherzano sui sentimenti altrui, quando questi siano serii e sinceri. Pochi individui singolarmente privilegiati o profondamente imbecilli, possono vantarsi di non aver attraversate mai certe crisi.

Quel rosso dal mal pelo, maresciallo d’alloggio della guardia del Principe, appartiene certo alla categoria degli imbecilli malvagi... fu lui che con pessimi scherzi avvelenò la questione.

Sentivo una gran smania di gettargli il mio piatto in faccia, ancorchè la cosa non mi riguardasse,.... mi sarebbe toccata così la prima parte nella tragedia, invece m’ebbi solo la seconda. Intanto ho provato ancora una volta l’atroce emozione di veder un uomo che respira, pensa, agisce nella pienezza delle facoltà fisiche e morali e che può fra un momento non essere più che un cadavere.

La ferita di Giorgio non è grave.... ma non potevo abbandonarlo nelle mani dei suoi che avevano perduta affatto la testa; più ci penso, più sento d’aver agito bene continuandogli la mia assistenza anche nella notte...

Stamane, quando lasciato il letto del ferito, invece di ritrarmi a casa, corsi alla Place Impériale, proprio mi pareva di ritornare da un lungo viaggio.