(11º)

Giorno da segnarsi con bianca pietra.

Tutto andò bene.

Ma Dio Santo, quando mi guardai nello specchio al ritorno!

Quando penso che le sono andato davanti con quella giubba che non avrei osato, in altri tempi, sollevar pur colle molle, con quei calzoni rattoppati in tanti punti, coi capelli nascosti in quel berretto unto, sotto quel cappellaccio di paglia sfilacciato, coi piedi in quegli scarponi aperti a bocca di pesce.

Eppure Miniuti mi conosce, ne sono certo, di nome ed anche d’aspetto... Guai se non mi fossi perfettamente camuffato.

Quando entrai nel cortile, che momento!

Col volto, il collo e le mani annerite, sudate, impolverate, la cassa che mi schiacciava le scapule, le cinghie che mi rodevano le spalle, i due cavalletti infilati nel braccio che mi battevano sulle gambe; e dover alzar la voce e gridar forte le parole imparate ieri a memoria.

— Chi vuol veder l’immagine miracolosa della Santissima Madonna degli Orti!... bisogno di nulla dal marsé?..[15]. Aghi, spille, stringhe, ditali, forbici, specchi, pettini, bottoni, lino, lana, stoffe, filo.