— Non sono del paese, amico mio, sono nato a Torino. Nel 1618, dunque, alcuni spagnuoli sbandati capitarono qui all’improvviso, e cominciarono a dare il sacco. Era d’estate; in paese: vecchi, vecchie e bambini, tutti gli altri alla campagna. Vi fu tuttavia qualcuno che corse al campanile e cominciò a suonare a stormo.

I terrazzani così avvertiti accorsero a furia, piombarono sugli spagnuoli, li cacciarono malconci, e quelli che lavoravano qui di scure dovettero naturalmente lasciar l’impresa e ritirarsi cogli altri.

Un contadino, che aveva il campo lontano, arrivava tardi, tutto trafelato, quando ad uno svolto della strada si trovò dinanzi uno di quei ladroni che se ne andava col manicotto di sua madre. Egli lo accostò pianamente, gli posò le mani sulle spalle e gli diede con sì bel garbo del capo nel petto, che lo fece ruzzolar morto nel fossato.

Fu così luminosamente provato che i Murellesi avevano la testa dura: di qui il soprannome glorioso di testardi. — Del resto, come vedi, il paese e una miniera di tradizioni, e la sua storia non sarebbe forse priva d’interesse se fosse conosciuta a fondo.

Allora entrò a gonfie vele nel mare della storia locale. Cominciò proprio dalle origini, e seguitò; visitando la sua cascina, davanti ai buoi premiati all’esposizione di Cuneo, al cospetto del majale la cui dimensione era proverbiale nel circondario, nel vasto pollaio, ove mi sentivo invader la persona dai pollini microscopici, seguitò dissertando a provarmi che nella divisione legale dei beni di Bonifacio marchese di Savona e del Vasto e Signore di Saluzzo tra i suoi sette figli, nell’anno 1142, Murello fu compreso nella parte assegnata al secondogenito Guglielmo, marchese di Busca, il quale, istituita una Commenda, la godette pacificamente colla famiglia per molto tempo e finì poi col venderla ai Templarii.

Quando finalmente, a notte, rientrammo in casa per la cena, i Templari erano bensì soppressi, ma, Dio mio! la Commenda di Murello veniva solamente allora aggiudicata ai cavalieri di San Giovanni di Gerusalemme!


Si finiva di cenare; Mario accendeva il sigaro alla fiamma della candela.

Fu urtato all’uscio.

— Avanti!