Ho trovato questi fogli stamane rimaneggiando le mie carte.

Sono vecchio, vicino al fine... non vorrei lasciare indietro nulla d’inutile... Avevo già bruciate tante lettere, tante carte, quando ho trovato queste. Le ho gettate nel fuoco col resto,... mi è cresciuto subito in gola un singhiozzo e le ho riprese.

Poi ho riletto attentamente.

Da molti anni ritirato, non più attore, ma spettatore della vita, al riparo oramai da tutto ciò che inebbria e che illude, triste, misantropo come un vecchio moralista, non avrei creduto più che la lettura di poche frasi da tanto tempo sepolte, potessero suscitare in me tal tempesta. Ho rimosso le ceneri, cercato nel cuore tutti i ricordi sopiti, li ho evocati e mi sono gettato indietro con loro nel passato, ora da essi accarezzato, ora atrocemente ferito, sorridendo, piangendo, smaniando come un giovane.

Ogni attività deve calmar l’anima; così mi parve di potermi sbarazzare di tutte queste idee, di tutti questi rimpianti scrivendoli... Trovare conforto ai pensieri dolorosi esprimendoli, aggiungendo invece di distrurre, compiendo ora quello che avevo incominciato a tanta distanza di tempo.

È un’ultim’eco della gioventù lontana tanto, o non piuttosto un’idea di vecchio rimbambito?

Vi è poco ad aggiungere a quei fatti, se non avrò la forza di finire, lascierò così queste pagine, come saranno, abbandonate al loro destino. Il mio esempio sarà forse utile a qualcuno.

Il mio esempio?....