Mancano gli esempi nel passato, nel presente? Mancheranno nell’avvenire?

Chi seguisse, per esempio, sol nei giornali la storia di certi amori, notasse le ferite, le morti... a capo d’un anno avrebbe, sommando, un campo di battaglia, un mare di lacrime e di sangue.

Così vorrei gettare un grido lontanissimo nel futuro ed avvertire i figli di mio figlio, i miei lontani nipoti, di risparmiare alla loro vecchiaia certi terribili rimpianti.

Esaminando freddamente la condotta di chi spia, osserva, attende l’ora per torre ad un altro la moglie; pensando a tutto quello ch’ei fa per trionfar del dovere, anche all’infuori delle leggi morali e religiose, nasce in cuore il disprezzo.

Eppure la mia passione era come una religione che divinizzava l’essere amato; composta d’abnegazione e d’entusiasmo avrebbe accettato qualunque sacrificio... Mi pareva che l’anima mia si fosse scelta una compagna fin dalla fanciullezza,... che malgrado gli ostacoli Elena m’appartenesse per un diritto naturale, potente, superiore ad ogni legge, ad ogni umana convenzione.

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L’ultima domenica del mese di agosto, Elena doveva venire al boschetto, alle tre, come nei giorni precedenti.

Ero arrivato molto prima dell’ora fissata, il tempo mi pareva lungo nell’aspettare.

Dal punto in cui mi trovavo potevo scorgere, oltre al viale, la porta del cortile che metteva nella piccola via verso il paese. Vidi aprirsi la porta ed uscire le persone di servizio di Miniuti, allegre, in frotta, vestite a festa. Mi ricordai, che ad una borgata vicina, al Verneto, si celebrava San Bartolomeo; costoro dovevano aver avuto licenza d’andarvi. Se Miniuti era uscito a caccia come al solito, Elena era certo sola in casa... Guardai l’orologio, segnava le due e mezzo appena.

Aveva piovuto nei tre giorni innanzi, da tre giorni non l’avevo veduta, e mi frenavo a stento, impiegando tutte le forze della ragione, della prudenza, per non spingermi fino alla casa. Mi aggiravo pel bosco e sentivo nell’aria satura di elettricità l’avvicinarsi d’un temporale.