Guardai sul letto, cercai sul canterano, sul tavolo, per le sedie, volli raccapezzarmi se l’avessi consegnato all’ostiere entrando con selvaggina uccisa nel giorno.
No, quel giorno non avevo sparato...
Scesi la scala per entrare a pianterreno.
Sulla soglia una luce terribile mi abbagliò, mi rischiarò la mente.
Lo vidi, Dio Eterno! in quel momento il mio carniere,... lo vidi a Murello, nella sala a pian terreno, nella casa del Miniuti!
Mi parve che il cervello dovesse scoppiare sotto l’urto del sangue che vi affluì.
Ebbi subito la visione chiara, netta, terribile della scena che doveva succedere in quel punto. Miniuti al suo ritorno aveva trovato il carniere... vi aveva frugato, letto il mio nome, i miei connotati sulla permissione di porto d’armi,... indovinava sull’atto, scopriva tutto, si avventava contro Elena ruggendo, e lei si smarriva, non poteva negare, schermirsi, non sapeva fuggire.
Li vedevo, li sentivo, la visione diventava realtà fino all’allucinazione, alla pazzia.