Ora non ho più nulla a domandare alla vita; essa non è più davanti, ma dietro di me; nessuna illusione mi nasconde la realtà, lasciandomi apparire ancora orizzonti lontani... il termine è vicino, posso contare i giorni che mi rimangono, un po’ di terra sul capo, et en voila pour jamais.

Miniuti non l’ho rivisto più mai, d’Elena non ho forza scriver più.

Avrei potuto bruciar quei fogli e sperdere fino l’ultimo atomo delle loro ceneri, ma non avrei potuto annientare che struggendo il cervello, il rimpianto angoscioso, il rimorso d’essere stato la causa diretta della fine atrocissima di una persona per la quale avrei data la vita senza esitare.

Poichè tutto è lontano, tutto sparisce nel passato irrevocabile, sparirà con me anche quest’ultimo spaventoso ricordo...


Il sole si alzò splendido il domani; Mario, Rocco ed io, entrammo in caccia senza contrattempi.

I cani lavorarono a dovere, i colpi si succedettero fruttuosi.

Alle otto si fece colazione appiè d’un gelso; pane, cacio, rhum nell’acqua. Poi si ricominciò sotto il sole in tutta la sua forza, un sole tremendo, che cadeva a piombo sul capo, e si nuotò così tutta la mattina, colle guancie aggrinzite e gli occhi serrati, in un mare di delizia.