— Cioè, ecco... io qualche volta... ma c’erano altri che passavano, anche tutte le sere. Pietro l’Ollaro, che è vivo ancora, sordo come le pentole che fabbrica, era già tal quale... Tutte le sere così, stava un po’ al di qua, gironzava, s’impazientava, poi, vlan... eccolo dall’altra e si perdeva nel folto.

Passavano dieci minuti, pan...: si vedeva curvo, curvo, piccolo la metà, arrivar come il vento col fagiano od il lepre nel dorso della giubba. A correre non c’era chi lo cogliesse, neppure Beppo Gallo, che pure correva bene anche lui... Tutto detto, fu colto presso Racconigi, in pien distretto, sfuggì sotto al naso delle guardie che lo videro come vedo lor signori. Volò quei tre miglia, giunse in paese, si fece veder nella via maestra così presto che potè provar... Come si dice?...

— Provar l’alibi.

— Ecco precisamente, potè provar quello che dice lei. L’anticristo era Filipotto; le brache come due sacchi,..... vi nascondeva i fagiani uccisi, uno schioppo rugginoso, colla canna legata da due giri di spago; lo lasciava nei cespugli la notte..... Pigliava poi fuoco quando si ricordava. Ma tant’è, a casa senza aver fatto il suo colpo non tornava mai.

Del resto lui il difetto dell’arma lo conosceva; tanto è vero che quando attaccata briga al gioco col Paschetta, volle freddarlo; andò a farsi prestare un altro fucile..... trovò quel cane che glielo imprestò, e così uccise in quella notte, buia come l’inferno, il suo miglior amico in cambio del Paschetta. Se avesse adoperato il suo fucile, chissà, forse non avrebbe sparato...

— Mi ricordo, disse Mario, di quell’omicidio, io era piccino assai..... rammento di aver veduta la pozza di sangue davanti al caffè.