[582.] Dione Cassio l. XXX; Erodiano l. VI p. 207; Abulfaragio Dinast. p. 80.

[583.] Ved. Mosè Corenen. l. II. c. 65, 71.

[584.] Hyde e Prideaux fabbricando una Storia molto curiosa sopra le leggende persiane e le loro proprie congetture, rappresentano Zoroastro come contemporaneo di Dario Istaspe. Ma basta osservare che gli Scrittori greci, i quali vivevano quasi nel secolo di Dario, si uniscono nel riferire l'Era di Zoroastro a più centinaia ed ancor migliaia di anni avanti. Il Sig. Moile, critico giudizioso, conobbe e sostenne contro Prideaux suo zio l'antichità del Profeta persiano. Vedi le sue opere, Vol. II.

[585.] Quell'antico idioma fu chiamato Zend. Il linguaggio dei commentarj, Pehlvi, benchè molto più moderno, non è però da molti secoli in poi una lingua viva. Questo fatto solo (se fosse autentico) basterebbe a provare l'antichità di quegli scritti, che il sig. d'Anquetil ha portati in Europa, e tradotti in francese.

[586.] Hyde. De Relig. vet. Persar. c. 21.

[587.] Io ho tratto questo ragguaglio principalmente dal Zendavesta del Sig. d'Anquetil, e dal Sadder annesso al trattato di Hyde. Conviene confessare per altro, che la studiata oscurità di un Profeta, lo stile figurato degli Orientali, e l'alterazione di una traduzione francese o latina, possono avermi indotto in qualche errore od in qualche eresia nel fare il compendio della teologia persiana.

[588.] I Persiani moderni (ed il Sadder in qualche parte) riconoscono Ormusd per prima ed onnipotente cagione, mentre degradano Ahriman come spirito inferiore e ribelle. Il desiderio di adulare i Maomettani può aver contribuito a raffinare il loro sistema teologico.

[589.] Erodoto l. I. 131. Ma il D. Prideaux crede, e con ragione, che l'uso dei tempj fosse poi permesso nella religione dei Magi.

[590.] Hyde de relig. Pers. Nonostante tutte le loro distinzioni e proteste, che sembrano abbastanza sincere, i Maomettani loro tiranni gli hanno costantemente accusati quali idolatri adoratori del fuoco.

[591.] Vedi il Sadder, la più piccola parte del quale consiste in precetti morali. Le cerimonie inseritevi sono frivole ed infinite. Quindici genuflessioni, quindici preghiere, ec., erano necessarie ogni volta che il divoto Persiano si tagliava le unghie o che orinava; ed ogni volta che si metteva il sacro cinto. Sadder art. 14 50 60.