[619.] I Goti, che devastarono l'Asia nel regno di Gallieno, portaron via gran numero di schiavi, alcuni de' quali eran Cristiani, e divennero Missionari. Vedi Tillemont Memoir. Eccles. Tom. IV. p. 44.

[620.] La leggenda d'Abgaro, favolosa com'è, somministra una decisiva prova, che molti anni prima ch'Eusebio scrivesse la sua storia, la massima parte degli abitanti d'Edessa aveva abbracciato il Cristianesimo. I cittadini di Carre, al contrario, loro rivali, restarono attaccati alla causa del Paganesimo fino al sesto secolo.

[621.] Secondo Bardesane appresso Eusebio (Praepar. Evang.) nella Persia trovavansi alcuni Cristiani avanti la fine del secondo secolo. Al tempo di Costantino (Vedi la di lui Epistola a Sapore Vit. l. IV c. 13) formavano essi una florida Chiesa. Si consulti Beausobre Hist. critique du Manicheisme. Tom. I. p. 180. e la Biblioteca Orientale dell'Assemani.

[622.] Origen. contra Cels. l. VIII. p. 424.

[623.] Minuc. Felix c. 8 con le note di Wovvero. Cels. ap. Origen. l. III. p. 138, 142. Julian. ap. Cyril., l. VI. p. 206. Edit. Spanheim.

[624.] Euseb. Hist. Eccl. IV. 3. Hieron. Epist. 83.

[625.] Così prettamente si racconta l'istoria ne' Dialoghi di Giustino. Tillemont (Mem. Eccles. Tom. II. p. 334) che la riferisce, assicura, che il vecchio era un Angelo sotto quella figura.

[626.] Euseb. V. 28. Si può sperare, che nessuno, eccettuati gli Eretici, desse giusto motivo alla querela di Celso (ap. Origen. l. II. p. 77) che i Cristiani continuamente correggevano ed alteravano i loro Evangeli.

[627.] Plin. Epist. X. 97. Fuerunt alii similis amentiae cives Romani.... Multi enim omnis aetatis, omnis ordinis, utriusque sexus etiam vocantur in periculum et vocabuntur.

[628.] Tertullian. ad Scapulam. Eppure tutta la sua rettorica non s'estende a pretendere più che la decima parte di Cartagine.