... Terris edicta daturus
Supplicibus responsa... Oracula regis
Eloquio crevere tuo; nec dignius unquam
Majestas meminit sese Romana locutam.
Claudian. in Cons. Mall. Theod. 33. Vedi ancora Simmaco Epist. I 17, e Cassiodoro Var, VI. 5.
[337.] Cod. Theodos. l. VI. Tit. 30. Cod. Justin. lib. XII. Tit. 24.
[338.] Ne' dipartimenti de' due Conti del Tesoro, la parte Orientale della Notizia è molto mancante. Egli è da osservarsi, che si trovava una cassa pubblica in Londra, ed un Gineceo, o manifattura in Winchester. Ma la Britannia non era creduta degna nè d'una zecca, nè d'un arsenale. La sola Gallia ne aveva tre delle prime ed otto de' secondi.
[339.] Cod. Theodos. l. VI. Tit. XXX. leg. 2 e Gotofredo Ib.
[340.] Strab. Geogr. l. XII. p. 809. L'altro Tempio di Comana in Ponto era una colonia di quello della Cappadocia l. XII p. 825. Il Presidente di Brosses (Vedi il suo Salust. Tom. II. p. 21) congettura, che la Divinità adorata nelle due Comane fosse Beltis, la Venere d'Oriente o la Dea della generazione; ente ben diverso in vero dalla Dea della guerra.
[341.] Cod. Theodos. l. X. Tit. V. De Grege Dominico. Gotofredo ha raccolto tutti gli antichi passi relativi a' cavalli della Cappadocia. La Palmaziana, ch'era una delle più belle razze, fu confiscata ad un ribelle, il patrimonio del quale era sedici miglia distante da Tiana, vicino alla strada pubblica tra Costantinopoli ed Antiochia.