[342.] Giustiniano Novell. 30 sottopose il dipartimento del Conte della Cappadocia all'autorità immediata dell'Eunuco favorito, che presedeva al Sacro cubicolo.

[343.] Cod. Theod. l. VI. Tit. XXX. leg. 4. ec.

[344.] Pancirolo p. 102, 136. Si descrive l'apparato di questi Domestici militari nel poema latino di Corippo: De Laudibus Justin. l. III. p. 157-179, 420 dell'Append. dell'Istor. Bizant. Rom. 1777.

[345.] Ammiano Marcellino, che servì tanti anni, non potè ottenere, che il rango di Protettore. I primi dieci fra questi onorevoli soldati eran Clarissimi.

[346.] Senofont, Cyrop. l. VIII. Briston De regn. Persic. l. I. n. 190. p. 264. Gl'Imperatori adottarono con piacere questa metafora Persiana.

[347.] Quanto agli agentes in rebus vedi Ammiano l. XV. c. 3. l. XVI. c. 5. l. XXII. c. 7. colle curiose annotazioni del Valesio. Cod. Theod. l. VI. Tit. XXVII. XXVIII. XXIII. Fra i passi raccolti nel Comentario del Gotofredo, il più osservabile è quello preso da Libanio nel suo discorso intorno alla morte di Giuliano.

[348.] Le Pandette (l. XLVIII. Tit. XVIII.) contengono i sentimenti de' più celebri Giureconsulti a proposito della tortura. Essi la restringono solo agli schiavi; Ulpiano stesso è pronto a confessare, che res est fragilis, et periculosa, et quae veritatem fallat.

[349.] Nella cospirazione di Pisone contro Nerone, Epicaride (libertina mulier) fu l'unica persona torturata; tutti gli altri furono intacti tormentis. Sarebbe superfluo l'aggiungere esempi di questo più deboli, e difficile il trovarne de' più forti. Tacito. Annal. XV. 57.

[350.] Dicendum,.. de institutis Atheniensium, Rhodiorum doctissimorum hominum, apud quos etiam (id quod acerbissimum est) liberi civesque torquentur etc. Cicer. Partit. Orat. 6. 34. Può rilevarsi dal processo di Filota la pratica de' Macedoni. Diodor. Sicul. l. XVII. p. 604. Q. Curt. l. VI. c. 11.

[351.] L'Eineccio (Elem. Jur. Civ. P. VII. p. 81) ha riunite insieme tutte queste esenzioni.