Articolo secondo. Se gl'Imperatori si condussero con precauzione e con ripugnanza nel perseguitare i Cristiani.
Nuova e singolar maniera di ragionar sulla storia! Turbar l'ordine cronologico senza bisogno; parlar del martirio di San Cipriano prima che avvenisse; unir Tiberio con Marco Aurelio, e farli venire in iscena dopo Traiano; e dopo Decio rompere la serie degli Imperadori per trattenerci sull'ardore, col quale i Cristiani correvano al martirio, sopra i motivi che ve li spignevano, e sul rilassamento tra loro introdottosi, e finalmente dividere le parti della Commedia ed assegnare ad un Imperadore la precauzione, ad un altro la ripugnanza, ad un terzo la moderazione: e quindi conchiudere in tuono d'autorità, che i Persecutori del Cristianesimo si regolarono con precauzione, con ripugnanza, con moderazione; ecco i rari pregi di questo libro.
Non ha fatto così l'Autore del Discorso sulla Storia universale; non così l'Autore de' Ragionamenti sulla storia Ecclesiastica; non così l'Autore dell'Osservazioni sulla grandezza, e sulla decadenza de' Romani. Questi, che scrivevano per istruire, si guardarono da tutto ciò, che potesse partorir confusione; in vece di generalizzare le idee, limitarono le loro riflessioni alla natura di ogni fatto particolare; e così sotto il loro pennello il bianco è rimasto bianco, ed il nero è rimasto nero. Premendo noi le stesse vestigia, e rinunciando in fatto di storia all'universalità dell'idee, vorremmo porre sotto l'occhio del lettore le leggi fatte da ogni Imperadore, e la maniera colle quali furono eseguite; onde più dalla storia stessa che dalle nostre riflessioni risultasse il carattere proprio di ciascuno, se il nostro disegno ci permettesse di dilungarci: tuttavia non lasceremo che si desideri il bisognevole.
E primieramente la precauzione, la ripugnanza, la moderazione, che tanto si estolle, non si manifesta nella persecuzione indiretta e permanente; poichè l'aver appunto trascurato sino a Plinio di procedere nella causa de' Cristiani con una regola fissa; e l'avere permesso, che i Sacerdoti colle loro suggestioni, ed il popolo con tumultuosi clamori si arrogassero il diritto della sovranità, dà idea e ne' Principi e ne' sudditi di quei tempi di tutto altro che di precauzione, di ripugnanza, e di moderazione.
Secondariamente, i primi due autori delle persecuzioni dirette ed espresse, Nerone e Domiziano, sembrano piuttosto mostri che uomini, come ognuno facilmente concederà, senza che si ripetano da noi i decreti e le azioni loro. Ma siccome l'Autore ha tolti questi due Tiranni dal numero de' persecutori, e pretende, che Traiano fosse il primo a far leggi particolari sopra i Cristiani, così da questo cominciano ad additarsi nella storia i tre caratteri dianzi rammentati. Osserviamo intanto, com'egli faccia il ritratto di Traiano e de' suoi successori.
Articolo terzo, se Traiano, Adriano ed Antonino si condussero con precauzione, con ripugnanza, e con moderazione contro i Cristiani.
Ristretto. Sotto Traiano, Plinio il giovane, Governatore della Bitinia trovossi perplesso nel determinare qual legge seguir dovesse co' Cristiani, dal che si arguisce che fino allora non esisteva contro di essi alcuna legge generale. Egli ricorse a Traiano, nella risposta del quale si stabilirono due utili regolamenti. Perchè egli ordina ai Magistrati di punire i convinti, proibisce di farne inquisizione; rigetta l'accuse anonime, e similmente il denunciante doveva provare tutte le circostanze dell'accusa. Se vi riusciva si rendeva odioso ed a' Cristiani ed a' Gentili; se non vi riusciva, incontrava la pena severa, e forse capitale imposta da una legge di Adriano: onde non si crederà sicuramente che i sudditi idolatri dell'Impero Romano avessero formate leggermente o frequentemente accuse, dalle quali avevano sì poco a sperare.
Risposta. Primo, questo tratto di storia è distinto dall'Autore a dimostrare la precauzione, e la ripugnanza: la moderazione nell'uso delle pene è argomento d'un altro quadro.
Secondo, nel titolo dell'articolo egli annunzia in generale, che gl'Imperadori si condussero con precauzione e con ripugnanza, quando si trattò di punire i sudditi accusati di Cristianesimo; e qui parla del solo Traiano, e tocca di volo Adriano, e sino all'ultimo de' persecutori più non parla di questo.