CAPITOLO XX. Motivi, progresso ed effetti della conversione di Costantino. Legittimo stabilimento e costituzione della chiesa Cristiana e Cattolica.
A. D.
306 Conversione di Costantino [pag. 6]
312 Sospetti caduti sopra di lui, per la morte di suo figlio [7]
327 Avanzo in esso di superstizione pagana [8]
Cristiani della Gallia protetti [11]
319 Editto di Milano [12]
Uso e bellezza della morale cristiana [12]
Dottrina e pratica dell'obbedienza passiva [14]
Diritto divino di Costantino [18]
Lealtà e zelo del partito Cristiano [20]
Aspettazione e fede di un miracolo [23]
Il Labaro, Stendardo della Croce [23]
Segno di Costantino [27]
338 Apparizione di una Croce nelle nuvole [32]
La conversione di Costantino poteva esser sincera [34]
Devozione e privilegi di Costantino [36]
Suo battesimo protratto fino all'avvicinarsi della morte [40]
Propagazione del Cristianesimo [43]
312-338 Cangiamento della religione nazionale [47]
Distinzione della potestà spirituale e temporale [48]
Stato de' Vescovi sotto gl'Imperatori cristiani [50]
I. Elezione de' Vescovi [52]
II. Ordinazione del Clero [55]
313 III. Sostanze [58]
IV. Giurisdizione Civile [62]
V. Censure spirituali [65]
VI. Libertà di predicare pubblicamente [68]
315-325 VII. Privilegio delle assemblee legislative [70]
CAPITOLO XXI. Eresia perseguitata. Scisma de' Donatisti, controversia Arriana. Atanasio. Stato della Chiesa e dell'Imperatore, turbato sotto Costantino ed i suoi figli. Tolleranza del Paganesimo.
312 Controversia d'Affrica [77]
315 Scisma de' Donatisti [79]
Controversia sopra la Trinità [81]
Sistema Platonico anteriore a Cristo di 360 anni [81]
97 Rivelato dall'Apostolo S. Giovanni [85]
Natura misteriosa della Trinità [88]
Zelo de' Cristiani [90]
Autorità della Chiesa [93]
318-325 Fazioni [94]
Tre sistemi della Trinità [97]
Arrianismo [97]
Triteismo [98]
Sabellianismo [99]
Concilio Niceno [100]
Formole di fede Arriane [104]
Fede della chiesa occidentale e latina [109]
360 Concilio di Rimini [111]
Condotta degli Imperatori nella controversia Arriana [112]
324 Indifferenza di Costantino [112]
Arriani perseguitati [114]
328-337 A loro volta gli Ortodossi [115]
337-361 Costanzo favorisce gli Arriani [117]
Concilii Arriani [119]
Indole ed avventure d'Atanasio [123]
330 Persecuzione contro Atanasio [127]
Lega del medesimo coi Meleziani [127]
336 Primo esilio [130]
341 Secondo esilio [131]
346 Assemblea di Sardica [133]
349 Atanasio richiamato [134]
351 Sdegno di Costanzo [137]
353-355 Concilii d'Arles e di Milano [138]
355 Condanna d'Atanasio [141]
Esilii [143]
356 Espulsione d'Atanasio da Alessandria [144]
Contegno tenuto dal medesimo [148]
356-362 Ritirata [149]
Vescovi Arriani [154]
Divisioni [154]
Roma [156]
Costantinopoli [158]
Crudeltà degli Arriani [162]
345 Ribellione e furore dei Donatisti circoncellioni [164]
312-361 Loro suicidii religiosi [167]
Indole generale delle Sette Cristiane [169]
Tolleranza del Paganesimo [170]
Sotto Costantino [171]
Sotto i figli del medesimo [173]
CAPITOLO XXII. Giuliano è dichiarato Imperatore dalle legioni della Gallia. Sua marcia e successo. Morte di Costanzo. Amministrazione civile di Giuliano.
Gelosia di Costanzo contro Giuliano [178]
Timori e invidia che agitavano Costanzo [180]
360 Ordine alle legioni della Gallia di condursi nell'Oriente [180]
Mal umore venuto nelle medesime [184]
Giuliano acclamato Imperatore [185]
Protestazioni d'innocenza fatte dal medesimo [188]
Ambasceria a Costanzo [190]
360-361 Quarta e quinta spedizione di Giuliano oltre il Reno [192]
Negoziato inutile e intimazione di guerra [194]
Giuliano si accinge ad assalire Costanzo [197]
Marcia dal Reno all'Illirico [200]
Giustifica la propria causa [204]
Preparamenti ostili [206]
Morto di Costanzo [208]
Giuliano riconosciuto da tutto l'Impero [211]
Governo civile e vita privata del medesimo [212]
361-363 Conghietture sull'intervallo fra la morte di Costanzo e la partenza di Giuliano accintosi alla guerra persiana [215]
Riforma della Corte Imperiale [216]
Tribunale di giustizia [220]
Punizione contemporanea dell'innocente e del reo [221]
Clemenza di Giuliano [224]
Propenso alla libertà e alla repubblica [226]
Sollecitudine in ver le greche città [229]
Giuliano oratore e Giudice [230]
Indole di Giuliano [233]
CAPITOLO XXIII. Religione di Giuliano. Tolleranza universale. Tenta di restaurare il Culto pagano: di rifabbricare il tempio di Gerusalemme. Persecuzione artificiosa de' Cristiani. Zelo ed ingiustizia vicendevole.
Religione di Giuliano [234]
Educazione ed apostasia del medesimo [237]
Abbraccia la mitologia del paganesimo [240]
Allegorie [242]
Sistema teologico di Giuliano [244]
Fanatismo de' filosofi [246]
Iniziazione e fanatismo di Giuliano [247]
Religiosa dissimulazione [250]
Scritti da esso composti contro la religione cristiana [252]
Tolleranza universale [254]
Zelo e devozione di Giuliano nella restaurazione del Paganesimo [256]
Riforma del Paganesimo [259]
Filosofi [262]
Conversioni [265]
Ebrei [268]
Gerusalemme [270]
Pellegrinaggi [271]
Giuliano tenta di rifabbricare il tempio [274]
Parzialità di Giuliano [279]
Scuole proibite ai Cristiani [282]
Disfavore in cui vennero, ed oppressioni usate sovr'essi [284]
Condannati a riedificare i tempj pagani [285]
Tempio e sacro bosco di Dafne [288]
Disprezzo e profanazioni di Dafne [291]
Reliquie trasferite dalla Chiesa di S. Babila, e tempio di Dafne abbruciato [292]
Giorgio di Cappadocia [295]
Oppressore d'Alessandria e dell'Egitto [296]
362 Trucidato dal popolo [297]
Indi venerato siccome martire [299]
Cattedra episcopale restituita ad Atanasio [300]
Perseguitato indi e scacciato da Giuliano [302]
Zelo ed imprudenza de' Cristiani [304]
CAPITOLO XXIV. Residenza di Giuliano in Antiochia. Sua felice spedizione contro i Persiani. Passaggio del Tigri, e ritirata e morte di Giuliano. Elezione di Gioviano. Egli salva l'esercito romano per mezzo di un vergognoso trattato.
Cesari di Giuliano [309]
362 Risoluzione di marciare contro i Persiani [311]
Giuliano passa da Costantinopoli ad Antiochia [313]
Licenziosi costumi del popolo d'Antiochia [314]
Loro avversione a Giuliano [316]
Carestia di grano e pubblico disgusto [316]
Giuliano compose una satira contro Antiochia [319]
314-390 ec. Libanio sofista [320]
363 Giuliano marcia verso l'Eufrate [323]
Suo disegno d'invadere la Persia [325]
Alienazione del Re di Armenia [327]
Apparecchi militari [328]
Giuliano entra nel territorio Persiano [330]
Marcia pel deserto della Mesopotamia [331]
Successi [333]
Descrizione dell'Assiria [335]
Invasione dell'Assiria [338]
Assedio di Perisabor [338]
Di Maogamalca [340]
Personal condotta di Giuliano [342]
Conduce la sua flotta dall'Eufrate al Tigri [346]
Passaggio del Tigri e vittoria de' Romani [348]
Stato in cui si trova Giuliano. Sua ostinazione [352]
Incendia la flotta [355]
Marcia contro Sapore [358]
Ritirata ed angustie dell'esercito Romano [361]
Giuliano è ferito mortalmente [364]
363 Morte di Giuliano [366]
363 Elezione dell'Imperatore Gioviano [370]
Pericolo e difficoltà della ritirata [373]
Negoziazioni, e pace [376]
Debolezza e disonore di Gioviano [378]
Egli continua la ritirata verso Nisibi [380]
Disapprovazione data universalmente al negoziato di pace [383]
Gioviano abbandona Nisibi, e restituisce le cinque Province ai Persiani [385]
Riflessioni sopra la morte di Giuliano [387]
Suoi funerali [390]

FINE DELL'INDICE.

NOTE:

[1.] Si è diligentemente discussa la data delle Istituzioni Divine di Lattanzio; vi si sono scoperte difficoltà; si sono proposti mezzi per iscioglierle; e si è finalmente immaginato l'espediente di supporne due edizioni originali, la prima pubblicata nel tempo della persecuzione di Diocleziano, l'altra sotto quella di Licinio. Vedi Dufresnoy Praef. p. 5. Tillemont Mem. Eccl. Tom. VI p. 465-470. Lardner Credibilità ec. P. II Vol. VII, p. 78-86. Quanto a me io sono quasi convinto, che Lattanzio dedicasse le sue Istituzioni al Sovrano della Gallia nel tempo in cui Galerio, Massimino, e Licinio stesso perseguitavano i Cristiani, cioè fra gli anni 306 e 311.

[2.] Lactant. Divin Inst. l. I. VII. 27. Veramente il primo ed il più importante di questi passi manca in 28 manoscritti; ma si trova in altri 19. Se vogliam ponderare il merito di questi manoscritti paragonati fra loro, può allegarsene, in favor di quel passo, uno della libreria del Re di Francia dell'età di 900 anni, ma si omette lo stesso passo nel corretto manoscritto di Bologna, che il P. Montfaucon giudica del sesto, o del settimo secolo (Diar. It. p. 409). Il gusto della maggior parte degli Editori (eccettuato Iseo, vedi Lattanzio dell'edizione del Dufresnoy, Tom. I p. 596) vi ha riconosciuto il genuino stil di Lattanzio.

[3.] Euseb. in vit. Const. (l. I. c. 27-32.)

[4.] Zosimo (l. II. p. 104.)

[5.] Questo rito fu sempre in uso nel fare i Catecumeni (vedi Bingam. Ant. l. X. c. I. p. 419. Dom. Chardon Hist. des Sacremens, T. I. p. 62); e Costantino lo ricevè per la prima volta immediatamente avanti il suo battesimo, e la sua morte (Eusebio in vita Const. l. IV. c. 61). Valesio, dalla connessione di questi due fatti, ha tirato quella conseguenza (al luogo cit. d'Euseb.), che viene ammessa con ripugnanza dal Tillemont (Hist. des Emper. Tom. IV. p. 628), e contraddetta con deboli argomenti dal Mosemio (p. 968).

[6.] Eusebio in vit. Const. (l. IV. c. 61, 62, 63). La leggenda del Battesimo di Costantino, seguìto in Roma tredici anni avanti la sua morte, fu inventata nell'ottavo secolo come un acconcio motivo per la sua donazione. Tale è stato a grado a grado il progresso delle cognizioni, che una storia, di cui il Cardinal Baronio (Annal. Eccl. An. 324. n. 43-49) si dichiarò senza rossore avvocato, adesso debolmente si sostiene anche sotto la giurisdizione del Vaticano. Vedi le antichità Crist. (Tom. II p. 203), opera pubblicata con sei approvazioni a Roma, nell'anno 1751, dal P. Mamachi, erudito Domenicano.

[7.] Il Questore, o segretario, che compose la leg. 1. del lib. XVI. Tit. II. del Cod. Teodos. fa dire con indifferenza al suo Signore, hominibus supradictae religionis; al Ministro poi degli affari Ecclesiastici era permesso uno stile più devoto e rispettoso, τηϛ ενθεσμου και αγιωτατηϛ καθολικηϛ θρησκειαϛ legittimo, e santissimo catolico culto. Vedi Eusebio Hist. Eccles. (l. X. c. 6).