[582.] Ci vien somministrata la descrizione dell'Assiria da Erodoto (lib. I. c. 192.), che ora scrive pe' fanciulli, ed ora pe' filosofi; da Strabone (lib. XVI. p. 1070, 1082.) e da Ammiano (lib. XXIII. c. 6). Fra' moderni viaggiatori i migliori sono Tavernier (Part. I. l. II. p. 226-258.), Otter. (T. II. p. 35-69. e 189-224.) e Niebuhr (Tom. II. p. 172-288.). Nondimeno mi rincresce assai che non sia stato tradotto l'Irak Arabi di Albufeda.

[583.] Ammiano osserva, che l'Assiria primitiva, la quale comprendeva Nino (Ninive) ed Arbella, aveva preso la più moderna e special denominazione d'Adiabene, e sembra che ponga Teredone, Vologesia, ed Apollonia come le ultime città dell'attual Provincia dell'Assiria.

[584.] I due fiumi si uniscono ad Apamea, o Corna (cento miglia distante dal golfo Persico) nel largo canale del Pasitigris, o Shat-ul-Arab. L'Eufrate anticamente arrivava al mare per una bocca separata, che fu chiusa, e deviatone il corso da' cittadini di Orcoe, circa venti miglia al Sud-est della moderna Basra. Danville nelle memor. dell'Accad. delle inscriz. Tom. XXX. p. 170-191.

[585.] Il dotto Kaempfer ha esaurito come botanico, come antiquario, e come viaggiatore il soggetto delle palme. Amoenit. exoticae Fascicul. IV. p. 660-674.

[586.] L'Assiria pagava ogni giorno al Satrapo della Persia un artaba d'argento. La nota proporzione de' pesi e delle misure (Vedi l'elaborata ricerca del Vescovo Hooper) la gravità specifica dell'acque e dell'argento, ed il valore di questo metallo dopo un breve conteggio daranno l'annua rendita da me fissata. Pure il gran Re non riceveva dall'Assiria più di mille talenti Euboici o Tiri (252,000. lire sterl.). Il paragone di due passi d'Erodoto (lib. I. c. 192. lib. III. c. 89-96) dimostra un'importante differenza fra l'entrata lorda e netta della Persia; fra le somme pagate dalle Province, e l'oro e l'argento che entrava nel Regio Erario. Dei diciassette o diciotto milioni, che si esigevan dal popolo il Monarca avrà realizzati annualmente solo tre milioni seicento mila lire.

[587.] Sono circostanziatamente riferite le operazioni della guerra d'Assiria da Ammiano (XXIV. 2. 3, 4. 5.), da Libanio (Orat. parent. c. 112-123. p. 335-347.), da Zosimo (l. III. p. 168-180.), e da Gregorio Nazianzeno (Orat. IV. p. 113. 144). La critica militare del Santo è devotamente copiata dal Tillemont, fedele suo seguace.

[588.] Liban. de ulciscenda Juliani nece c. 13. p. 162.

[589.] I famosi esempi di Ciro, di Alessandro, e di Scipione furono atti di giustizia; ma la castità di Giuliano era volontaria, e secondo la sua opinione, meritoria.

[590.] Sallustio (ap. vet. Scholiast. Juvenal. Sat. 1. 104) osserva, che nihil corruptius moribus. Le matrone e le vergini di Babilonia si mescolavan liberamente con gli uomini in licenziosi banchetti, e quando si sentivan toccate dalla forza del vino e dell'amore, appoco appoco si spogliavano quasi interamente dell'incomodo delle vesti: ad ultimum ima corporum velamenta projiciunt Q. Curt. V. I.

[591.] Ex virginibus autem, quae speciosae sunt capta, et in Perside, ubi foeminarum pulchritudo excellit, nec contrectare aliquam voluit, nec videre: Ammian. XXIV. 4. La razza naturale de' Persiani è piccola e brutta; ma si è migliorata per la perpetua mescolanza del sangue Circasso: Herod. l. III. c. 97, Buffon Histoir. natur. Tom. III. p. 420.