[592.] Obsidionalibus coronis donati. Ammiano XXIV. 4. O Giuliano, o l'Istorico era un imperito antiquario. Avrebbe dovuto dar corone murali. L'obsidionale era il premio d'un Generale, che liberato avesse una città assediata. Aul. Gell. Noct. Attic. V. 6.

[593.] Io reputo questo discorso originale e genuino. Ammiano potè averlo udito e trascritto, ed era incapace d'inventarlo. Mi son preso alcune piccole libertà, e lo concludo con la più vigorosa sentenza.

[594.] Ammiano XXIV. 3. Liban. Orat. parent. c. 122. p. 346.

[595.] Danville (Mem. de l'Acad. des Inscr. Tom. XXVIII. p. 246-259.) ha determinato la vera posizione e distanza fra loro di Babilonia, di Seleucia, di Ctesifonte, di Bagdad ec. Il viaggiatore Romano, Pietro della Valle (Tom. I. lett. 17. p. 650-780.) sembra l'osservatore più diligente di quella famosa Provincia. Egli è un gentiluomo erudito, ma intollerabilmente vano e prolisso.

[596.] Il real canale Nahar-Malcha potè in diversi tempi esser restaurato, alterato, diviso ec. (Cellario Geogr. ant. T. II. p. 453); e questi cangiamenti servir possono a spiegare le apparenti contraddizioni dell'antichità. Al tempo di Giuliano dovea cader nell'Eufrate sotto Ctesifonte.

[597.] Καὶ μελεθεσιν ελεφαντων, οισ ισον εργόν διὰ σαχυῶν ἐλθειν, και Φαλανγος: e di grandi elefanti, pe' quali è l'istesso camminare sopra le spighe, o sopra una falange. «Rien n'est beau que le vrai»: massima che dovrebb'essere scritta sulla cattedra d'ogni retore.

[598.] Libanio indica il più potente fra' Generali. Io mi sono arrischiato a nominar Sallustio. Ammiano asserisce di tutti i condottieri, quod acri metu territi duces concordi precatu fieri prohibere tentarent.

[599.] Hinc Imperator.... (dice Ammiano) ipse cum levis armaturae auxiliis per prima postremaque discurrens. Contuttociò Zosimo, suo amico, dice, che non passò il fiume se non due giorni dopo la battaglia.

[600.] Secundum Homericam dispositionem. Si attribuisce tal distribuzione al savio Nestore nel quarto libro dell'Iliade; ed Omero non era mai lontano dalla mente di Giuliano.

[601.] Persas terrore subito miscuerunt, versisque agminibus totius gentis, apertas Ctesiphontis portas victor miles intrasset, ni major praedarum occasio fuisset, quam cura victoriae (Sest. Ruf. de Provinc. c. 28). La loro avarizia potè disporli a dare orecchio al consiglio di Vittore.