[354.] Bell (Vol. I. p. 29-34), e gli Editori dell'Istoria Genealogica (p. 539) hanno descritto i Calmucchi del Volga nel principio del presente secolo.
[355.] Questa gran transmigrazione di 300000 Calmucchi o Torguti seguì l'anno 1771. L'original narrazione di Kien-Long, Imperatore della China regnante, che fu fatta per servir d'inscrizione ad una colonna, è stata tradotta dai Missionari di Pekino: Memoir. sur la Chine Tom. I. p. 401-418. L'Imperatore affetta in essa il dolce e specioso linguaggio di figlio del Cielo, e di padre del suo popolo.
[356.] Kang-Mou (Tom III. p. 447) attribuisce alle lor conquiste uno spazio di 14000 lì. Secondo la misura presente, 200 (o più esattamente 193) lì son uguali ad un grado di latitudine; e per conseguenza un miglio Inglese è maggiore di tre miglia della China. Ma vi sono forti ragioni di credere, che l'antico lì appena fosse la metà del moderno. Vedi l'elaborate ricerche del Danville, Geografo informato di qualunque tempo o clima del globo; Mem. de l'Academ. T. II. p. 125-502: Mesur. Itiner. p. 154-167.
[357.] Vedi l'Istoria degli Unni Tom. II. p. 125-144. La successiva storia (p. 145-277) di tre o quattro Dinastie di Unni, prova evidentemente, che una lunga dimora nella China non servì a diminuire il loro spirito marziale.
[358.] Utque hominibus quietis et placidis otium est voluptabile, ita illos pericula juvant et bella. Judicatur ibi beatus, qui in praelio profuderit animam: senescentes etiam et fortuitis mortibus mundo digressos ut degeneres et ignavos conviciis atrocibus insectantur. Bisogna concepire una ben alta idea dei conquistatori di tali uomini.
[359.] Intorno agli Alani, vedi Ammiano (XXXI. 2), Giornandes (De reb. Getic. c. 24), Guignes (Hist. des Huns Tom. II. p. 279), e l'Istor. Genealog. dei Tartari (Tom. II. p. 617).
[360.] Siccome abbiamo l'autentica storia degli Unni, non sarebbe a proposito il ripetere o confutare le favole che male rappresentan l'origine ed i progressi loro, il passaggio, che fecero, della palude o dell'acqua Meotide nella caccia di un bove o d'un cervo, le Indie che avevano scoperte ec. (Zosimo l. IV. p. 224. Sozomeno l. VI. c. 37. Procop. Hist. Miscell. c. 5. Giornandes c. 24 Grandeur et decad. des Rom. c. 17).
[361.] Prodigiosae formae et pandi, ut bipedes existimes bestias; vel quales in commarginandis pontibus effigiati stipites dolantur incompti. (Ammiano XXXI. 1). Giornandes (c. 24) dipinge con forte caricatura la faccia d'un Calmucco. Species pavenda nigredine... quaedam deformis offa, non facies habensque magis puncta, quam lumina: Vedi Buffon Hist. nat. Tom. III. p. 380.
[362.] Tale esecranda origine, che Giornandes (c. 24) descrive col rancore d'un Goto, può esser derivata in principio da qualche più piacevole favola dei Greci (Erodoto l. IV. c. 9).
[363.] I Rossolani possono essere i padri de' Ρως Russis (Danville Empire de Russie p. 1-10) la residenza de' quali (nell'anno 862) verso Novogrod Veliki non può esser molto lontana da quella che ai Rossolani assegna (nell'an. 886) il Geografo di Ravenna (I. 11 IV. 4. 46, V. 28. 30).