[391.] La piena ed imparzial narrazione d'Ammiano (XXXI. 10.) può trarre qualche luce di più dall'Epitome di Vittore, dalla Cronica di Girolamo, e dall'Istoria d'Orosio (l. VII c. 33. p. 552. edit. Havercamp.).

[392.] Moratus paucissimos dies seditione popularium levium pulsus: Ammiano XXXI. 11. Socrate (l. IV. c. 38.) supplisce alle date e ad alcune circostanze.

[393.] Vivosque omnes circa Mutinam, Regiumque: et Parmam Italica oppida, rura culturos exterminavit: Ammiano XXXI. 9. Quelle città e distretti, circa dieci anni dopo la Colonia dei Taifali, compariscono in uno stato molto desolato. Vedi Muratori Diss. sopra le antich. Ital. Tom. I. Diss. XXI. p. 354.

[394.] Ammiano XXXI. 11. Zosimo l. IV. p. 228-230. Quest'ultimo si diffonde nelle passate azioni di Sebastiano, e sbriga in pochi versi l'importante battaglia d'Adrianopoli. Secondo i Critici Ecclesiastici, che detestano Sebastiano, la lode, che gli dà Zosimo, gli fa disonore (Tillemont Hist. des Emper. Tom. V. p. 121). Il pregiudizio e l'ignoranza di esso lo rendono certamente un molto equivoco giudice del merito.

[395.] Ammiano (XXXI. 11, 13) è quasi solo a descrivere i consigli e le azioni che andarono a finire nella fatal battaglia d'Adrianopoli. Noi possiam censurare in vero i difetti del suo stile, il disordine e l'ambiguità delle sue narrazioni; ma dovendo adesso restare privi di questo imparziale Istorico, il dispiacere che abbiamo per tale irreparabile perdita, impone silenzio ai rimproveri.

[396.] La differenza fra le otto miglia d'Ammiano e le dodici d'Idazio non può imbarazzare che quei Critici (Vales. ibid.), i quali suppongono, che un grande esercito sia un punto matematico senza spazio o dimensione.

[397.] Nec ulla annalibus praeter Cannensem pugnam ita ad internecionem res legitur gesta. Ammiano XXXI. 13. Secondo il grave Polibio non si salvarono dal campo di Canne più di 670 cavalli e di 3000 fanti; 10000 ne furono fatti schiavi; ed il numero degli uccisi ascese a 5630 cavalli e 70000 fanti: Polib. T. III. p. 371. Edit. Casaub. 8. Tito Livio (XXII. 49.) è un poco men sanguinoso: ei riduce la strage a 2700 cavalli ed a 40000 fanti. Fu supposto, che l'esercito Romano fosse composto di 87200 uomini effettivi (XXII. 36).

[398.] Abbiam preso qualche tenue lume da Girolamo (T. I. p. 26, e in Cron. p. 188), da Vittore (in Epitom.), da Orosio (l. VII. c. 33. p. 554), da Giornandes (c. 27), da Zosimo (l. IV. p. 230), da Socrate (l. IV. c. 38), da Sozomeno (l. IV. c. 40), da Idazio (in Cron.). Ma la testimonianza di essi tutti uniti insieme, paragonata col solo Ammiano, è debole ed insufficiente.

[399.] Libanio de ulc. Jul. nece ap. Fabric. Bibl. Gr. T. VII p. 146-148.

[400.] Valente avea guadagnato o piuttosto comprato l'amicizia dei Saracini, dei quali si erano già provate le moleste incursioni sulle frontiere della Fenicia, della Palestina e dell'Egitto. S'era introdotta di fresco la fede Cristiana in un popolo ch'era destinato a propagare in seguito un'altra religione: Tillemont (Hist. des Emper. Tom. V. p. 104. 106. 141. Mem. Ec. Tom. VII. p. 593).