[401.] Crinitus quidam nudus omnia praeter pubem subraucum et lugubre strepens. Ammiano XXXI. 16. e Vales. Ib. Gli Arabi spesso combattevano nudi, uso che si può attribuire al caldo lor clima e ad un'ostentata bravura. La descrizione di quest'incognito selvaggio è il vivo ritratto di Dorar, nome così terribile pei Cristiani della Siria. Vedi Ockley Stor. dei Sarac. vol. I. p. 72. 84. 87.

[402.] Può tuttavia investigarsi la serie degli eventi nelle ultime pagine d'Ammiano (XXXI. 15. 16). Zosimo (l. IV. p. 227. 231.), del quale siamo adesso costretti a tener conto, sbaglia nel porre la sortita degli Arabi avanti la morte di Valente. Eunapio (in Excerpt. Leg. p. 20) loda la fertilità della Tracia, della Macedonia ec.

[403.] S'osservi con quanta indifferenza racconta Cesare nei commentari della guerra Gallica, ch'ei pose a morte tutto il Senato de' Veneti, che gli si era reso a discrezione (l. III. 16), che si sforzò d'esterminare tutta la nazione degli Eburoni (VI. 31), che a Bourges furono trucidate quarantamila persone per la giusta vendetta de' suoi soldati, i quali non risparmiaron nè sesso, nè età (VII. 27).

[404.] Tali sono i racconti del sacco di Magdeburgo fatti dall'Ecclesiastico e dal Pescatore, che Harte ha tradotto (Ist. di Gustavo Adolfo vol. I. p. 313-320), con qualche timore di violare la dignità dell'Istoria.

[405.] Et vastatis urbibus, hominibusque interfectis, solitudinem et raritatem bestiarum quoque fieri, et volatilium pisciumque: testis Illiricum est, testis Thracia, testis, in quo ortus sum solum (Pannoniae?) ubi praeter caelum et terram et crescentes vepres et condensa sylvarum cuncta perierunt. Tom. VII. p. 250. ad. I. cap. Sophon. e Tom. I. p. 20.

[406.] Eunapio (in Excerpt. Leg. p. 20), pazzamente suppone un accrescimento soprannaturale nei giovani Goti, a fine di poter introdurre gli uomini armati di Cadmo, che nacquero dai denti del dragone ec. Tale era la Greca eloquenza di quel tempo.

[407.] Ammiano evidentemente approva quest'esecuzione, efficacia, velox et salutaris, con che termina la sua opera (XXXI-16). Zosimo, che è curioso ed abbondante (l. IV. p. 233-253), sbaglia la data, e si studia di trovare la ragione, per cui Giulio non consultò l'Imperator Teodosio, che non era per anche salito sul trono d'Oriente.

[408.] Fu composta nel secolo passato una vita di Teodosio il Grande (Parig. 1679 in 4, 1680 in 12), per infiammare di zelo cattolico lo spirito del giovin Delfino. Flechier, autore di essa, poi Vescovo di Nimes, era un celebre predicatore e la sua storia è adornata o guastata dall'eloquenza del pulpito; ma egli prende le notizie dal Baronio ed i principj da S. Ambrogio e da S. Agostino.

[409.] Si descrive la nascita, il carattere e l'innalzamento di Teodosio da Pacato (in Paneg. vet. XII. 10. 11. 12), da Temisio (Orat. XIV. p. 182), da Zosimo (l. IV. p. 231), da Agostino (de Civ. Dei V. 15), da Orosio (l. VII. c. 33), da Sozomeno (l. V. c. 2), da Teodoreto (lib. V. c. 5), da Filostorgio (l. IV. c. 17 col Gotofredo p. 393), nell'Epitome di Vittore e nelle Croniche di Prospero, d'Idazio, di Marcellino, nel Thesaur. tempor. di Scaligero, ec.

[410.] Tillemont Hist. des Emper. Tom. V. p. 716. ec.