Grandiaque effossis mirabitur ossa sepulchris.
[509.] Ambros. T. II. ep. XXII. p. 875. August. Confess. l. IX. c. 7 de Civ. Dei l. XXII. c. 8. Paulin. in vit. S. Ambros. c. 14 in append. Bened. p. 4. Il cieco aveva nome Severo, ei toccò la sacra veste, ricuperò la vista, e consacrò il resto della sua vita (almeno per venticinque anni) al servizio della Chiesa. Io raccomanderei questo miracolo a' nostri Teologi, se non provasse il culto delle reliquie, ugualmente che la fede Nicena.
[510.] Paulin. in vit. S. Ambros. c. 5. in app. Bened. p. 5.
[511.] Tillemont. Mem. Eccl. Tom. X. p. 190, 750. Egli accorda parzialmente la mediazione di Teodosio, e capricciosamente rigetta quella di Massimo, quantunque si attesti da Prospero, da Sozomeno e da Teodoreto.
[512.] La modesta censura di Sulpicio (Dial. III. 15) gli porta una ferita molto più profonda, che la debole declamazione di Pacato (XII. 25, 26).
[513.] Esto tutior adversus hominem pacis involucro tegentem. Tale fu il prudente avviso d'Ambrogio (Tom. II. p. 891) dopo che fu tornato dalla sua seconda ambasceria.
[514.] Il Baronio (an. 387. n. 63) applica a questo tempo di pubblica calamità alcuni de' sermoni penitenziali dell'Arcivescovo.
[515.] Zosimo riferisce la fuga di Valentiniano, e l'amor di Teodosio per la sorella di esso (l. IV. p. 263. 264). Il Tillemont produce alcune deboli ed ambigue testimonianze per anticipare il secondo matrimonio di Teodosio (Hist. des Emper. Tom. V. p. 740), e conseguentemente per confutare ces contes de Zosime, qui seroient trop contraires à la piété de Théodose.
[516.] Vedi Gotofred. Cronol. delle leggi Cod. Theod. T. I. p. XCIX.
[517.] Oltre i cenni che possono raccogliersi dalle croniche e dall'Istoria Ecclesiastica, Zosimo (l. IV. p. 259. 267), Orosio (l. VII. c. 35.) e Pacato (Paneg. vet. XII. 30. 48) somministrano gli sconnessi e scarsi materiali di questa guerra civile. Ambrogio (Tom. II. Epist. 40. p. 952-953.) allude oscuramente ai ben noti fatti della sorpresa d'un magazzino, d'un'azione a Petavio, d'una vittoria, forse navale, nella Sicilia ec. Ausonio applaudisce al merito singolare ed alla buona fortuna d'Aquileia.