[518.] Quam promptum laudare Principem, tam tutum siluisse de Principe (Pacat. in Paneg. vet. XII. 2). Latino Pacato Drepanio, nativo della Gallia, recitò quest'orazione a Roma (l'anno 388). Egli di poi fu Proconsole dell'Affrica: ed Ausonio, suo amico, lo loda come un Poeta, inferiore solo a Virgilio, (Vedi Tillemont Hist. des Emper. Tom. V. p. 303).

[519.] Vedasi un bel ritratto di Teodosio fatto da Vittore il Giovane; i delineamenti sono distinti, ed i colori ben fusi. La lode di Pacato è troppo generale, e Claudiano pare che sempre tema d'esaltare il padre sopra il figlio.

[520.] Ambrog. Tom. II. epist. 40. p. 955. Pacato, per mancanza di cognizione o di coraggio, tralascia questa gloriosa circostanza.

[521.] Pacat. in Paneg. vet. XII. 20.

[522.] Zosimo l. IV. p. 271. 272. La sua parziale testimonianza porta seco l'aria di verità e di candore. Ei nota queste vicende di pigrizia e di attività non già come un vizio, ma come una singolarità nel carattere di Teodosio.

[523.] Tal collerico temperamento si confessa e si scusa da Vittore. Sed habes (dice S. Ambrogio con decente e viril contegno al suo Sovrano) naturae impetum, quem si quis lenire velit, cito vertes ad misericordiam: si quis stimulet, in magis exsuscitas, ut eum revocare vix possis: (Tom. II. Epist. 51. p. 998), Teodosio (ap. Claudian. in IV. Cons. Hon. 866. etc.) esorta il figlio a moderar la sua collera.

[524.] Tanto i Cristiani che i Pagani erano d'accordo nel credere che i demonj suscitato avessero la sedizione d'Antiochia. Si facea veder per le strade, dice Sozomeno (l. VII. c. 23), una donna gigantesca con una sferza in mano. Un vecchio, dice Libanio (Orat. XII. p. 396) si trasformò in giovane, e quindi in fanciullo.

[525.] Zosimo nel suo breve e non ingenuo racconto (l. IV. p. 258. 259), erra sicuramente in mandare Libanio stesso a Costantinopoli. Le proprie orazioni di lui indicano, che restò in Antiochia.

[526.] Libanio (Orat. I. p. 6. Edit. Venet.) dichiara, che sotto un regno di quella sorte, il timor del macello era senza fondamento ed assurdo, specialmente, nell'assenza dell'Imperatore, poichè la sua presenza, secondo l'eloquente schiavo, avrebbe potuto legittimare gli atti più sanguinosi.

[527.] Laodicea sulla costa marittima, settantacinque miglia distante da Antiochia (vedi Noris Epoch. Syro-Maced. Diss. 3. p. 230). Gli Antiocheni si stimarono offesi, che la città di Seleucia, lor dipendente, ardisse d'interceder per loro.