[538.] La penitenza di Teodosio viene autenticamente descritta da Ambrogio (Tom. VI. de obit. Theod. c. 34. p. 1207), da Agostino (de civ. Dei v. 26), e da Paolino (in vit. Ambros. c. 24). Socrate è ignorante, e Sozomeno (l. VII. c. 25) succinto; e bisogna servirsi con cautela della copiosa narrazione di Teodoreto.

[539.] Cod. Theod. l. IX. tit. 40. leg. 13. La data e le circostanze di questa legge portano seco delle difficoltà; ma io mi sento inclinato a favorire gli onesti sforzi del Tillemont (Hist. des Emp. Tom. V. p. 721), e del Pagi, (Crit. Tom. I. p. 158).

[540.] Un prince, qui aime la religion, et qui la craint, est un lion qui cède à la main qui le flatte, ou à la voix qui l'appaise. Esprit des loix l. XXIV. c. 2.

[541.] Τουτο περι τους ευερλνειας καθηκον εδοξεν ειναι, ciò parve che fosse decente verso i benefattori. Tal'è l'avara lode di Zosimo stesso (l. IV. p. 267). Agostino dice con qualche felicità d'espressione: Valentinianum... misericordissima veneratione restituit.

[542.] Sozomeno l. VII. c. 14. La sua cronologia è molto irregolare.

[543.] Vedi Ambrogio, Tom. II. de obit. Valentin. c. 15. ec. p. 1178. c. 36. ec. p. 1184. Allorchè il giovane Imperatore faceva un trattamento, digiunava egli stesso; ricusò di vedere una bella attrice ec. Poichè ordinò che le sue fiere fossero uccise, il rimprovero d'aver amato quel divertimento appresso Filostorgio (l. XI. c. 1.) non è generoso.

[544.] Zosimo (l. IV. p. 275) loda il nemico di Teodosio. Ma egli è detestato da Socrate (l. V. c. 25) e da Orosio (l. VII. c. 35).

[545.] Gregorio di Tours (l. 2. c. 9. p. 165. nel secondo volume degli Istorici di Francia) ci ha conservato un curioso frammento di Sulpicio Alessandro, istorico molto più valutabile di lui medesimo.

[546.] Il Gotofredo (dissert. ad Philostorg. p. 428-434) ha diligentemente raccolto tutte le circostanze della morte di Valentiniano II. Le variazioni e l'ignoranza degli scrittori contemporanei provano che essa fu segreta.

[547.] De obitu Valentin. Tom. II: p. 1173. 1196. Egli è costretto ad usare un linguaggio discreto ed oscuro: pure è molto più ardito di quello che alcun laico, o forse qualunque altro Ecclesiastico si sarebbe arrischiato di essere.