[563.] Zosimo suppone, che il fanciullo Onorio accompagnasse suo padre (l. IV. p. 280). Pure l'espressione quanto flagrabant pectora voto, è tutto quello che l'adulazione potè permettere ad un poeta contemporaneo, il quale chiaramente descrive la negativa dell'Imperatore, ed il viaggio d'Onorio dopo la vittoria (Claudiano in III. Cons. 78-125).
[564.] Zosimo l. IV. p. 244.
[565.] Veget. de re milit. l. I. c. 10. La serie delle calamità, che egli nota, ci costringe a credere, che l'Eroe a cui dedica il suo libro, sia l'ultimo ed il meno glorioso dei Valentiniani.
[566.] S. Ambrogio (Tom. II. de obit. Theod. p. 1208) loda espressamente e raccomanda lo zelo di Giosia nel distruggere l'idolatria. Il linguaggio di Giulio Firmico Materno sul medesimo soggetto (de error. profan. relig. p. 467. Edit. Gronov.) è piamente inumano: Nec filio jubet (lex Mosaica) parci, nec fratri, et per amatam coniugem gladium vindicem ducit etc.
[567.] Bayle (Tom. II. p. 406 nel suo Comment. Filos.) giustifica e limita queste leggi d'intolleranza nel regno temporale di Jehovah sopra gli Ebrei. Il tentativo è lodevole.
[568.] Si vedano i tratti della Gerarchia Romana in Cicerone (De legib. II. 7, 8), in Livio (l. 20), in Dionisio d'Alicarnasso (l. II. p. 119-129. Edit. Hudson), in Beaufort (Republ. Rom. T. I. p. 1-90) ed in Moyle (Vol. I. p. 10. 55). Quest'ultima è l'opera d'un Inglese repubblicano, non meno che di un Romano antiquario.
[569.] Questi mistici e forse immaginari simboli hanno dato motivo a varie favole e congetture. Sembra probabile, che il Palladio fosse una piccola statua di Minerva (alta tre cubiti e mezzo) con una lancia ed una conocchia; che fosse ordinariamente inclusa in una seria o barile, e che tal barile fosse collocato in modo da eludere la curiosità o il sacrilegio. Vedi Meziriac. Comment. sur les Epitr. d'Ovid. T. I. p. 60. 66, e Lipsio Tom. III. p. 610. de Vesta ec. c. 10.
[570.] Cicerone francamente (ad Attic. l. II. epist. 5) o indirettamente (ad Famil. l. 15 ep. 4) confessa che l'Augurato è il principale oggetto dei suoi desiderj. Plinio ambisce di camminare sulle vestigia di Cicerone, (l. IV. ep. 8) e potrebbe continuarsi la catena della tradizione per mezzo dell'istoria e dei marmi.
[571.] Zosimo l. IV. p. 249, 250. Ho soppresso le stolte sottigliezze sopra le parole Pontifex e Maximus.
[572.] Quella statua da Taranto erasi trasferita a Roma, posta da Cesare nella Curia Giulia, e decorata da Augusto con le spoglie dell'Egitto.