[600.] Sofronio ne compose una recente storia a parte (Girol. in Script. Eccles. Tom. I. p. 303) che ha somministrato i materiali a Socrate (l. V. c. 16), a Teodoreto (l. I. V. c. 22) e a Ruffino (l. II. c. 22). Pure quest'ultimo, che si trovò in Alessandria avanti e dopo il fatto, può meritar la fede di testimone originale.
[601.] Gerardo Vossio (Oper. Tom. V. p. 80 e de Idol. I. c. 29) tenta di sostenere la strana opinione dei Padri, che in Egitto sotto la forma del loro Api, e del Dio Serapide si adorasse il Patriarca Giuseppe.
[602.] Origo Dei nondum nostris celebrata. Aegyptiorum Antistites sic memorant. Tacit. Hist. IV. 83. I Greci, che avevan viaggiato in Egitto, parimente ignoravano questa nuova Divinità.
[603.] Macrob. Saturnal. l. I. c. 7. Un fatto sì forte prova decisivamente la sua origine straniera.
[604.] A Roma furono uniti nel medesimo tempio Iside e Serapide. La precedenza, che avea la Regina, può servire a dimostrare la sua disugual congiunzione con lo straniero del Ponto. Ma era stabilita in Egitto la superiorità del sesso femminile, come una instituzion civile e religiosa (Diodor. Sicul. Tom. I. l. I. p. 31. edit. Wessel.), ed il medesimo ordine si osserva nel trattato di Plutarco d'Iside e d'Osiride, che esso identifica con Serapide.
[605.] Ammiano XXII. 26. L'Expositio totius mundi (p. 8. in Geog. Minor. d'Hudson. Tom. III), e Ruffino (l. II. c. 22) celebrano il Serapeo come una delle maraviglie del mondo.
[606.] Vedi Memoir. de l'Acad. des Inscr. Tom. IX p. 197-416. La vecchia libreria de' Tolomei fu totalmente consumata nella guerra Alessandrina di Cesare. Marc'Antonio diede tutta la collezione di Pergamo (200000 volumi) a Cleopatra per servir di fondamento alla nuova libreria d'Alessandria.
[607.] Libanio (pro Templis p. 21.) imprudentemente provoca i Cristiani, suoi Signori, con questa insultante osservazione.
[608.] Noi possiamo scegliere fra la data di Marcellino, anno 389, e quella di Prospero anno 391. Il Tillemont (Hist. des Emp. Tom. V. p. 310. 756.) preferisce la prima, ed il Pagi la seconda.
[609.] Tillemont, Mem. Eccl. Tom. XI. p. 441-500. L'ambigua situazione di Teofilo, ch'è un Santo, risguardato come amico di Girolamo, ed è un diavolo, come nemico di Grisostomo, produce una specie d'imparzialità; pure esaminato il tutto, la bilancia pende giustamente contro di lui.