[501.] Histoire etc. T. 2. pag. 668.
[502.] L'autorità di S. Cirillo ha sempre spaventato i Settarj: onde hanno tentato ogni via per eluderla. Vedi la Pref. alle sue Opere Edit. Paris. §. 2. Le ventitre Catechesi si mostrano un parto genuino, ed incorrotto di quel S. da Nat. Aless. contro Rivet Hist. Eccl. Saec. IV. c. 6. art. 12, e dal Padre Touttée Bened. Dissert. 2 premessa alla Ediz. cit. Vedi il cap. 3 destinato alla difesa delle 5 Mistagog.; giacchè nella quinta di queste §. IX. p. 328 si legge: Postea recordemus eorum, qui obdormierunt, primum Patriarcharum, Prophetarum, Apostolorum, Martyrum, ut Deus EORUM PRECIBUS, et legationibus orationem nostram suscipiat. La Liturgia attribuita a S. Giacomo mi par che confermi l'asserzione di S. Cirillo, leggendosi = Commemorationem agamus..... omnium SS. et justorum, ut PRECIBUS, atque intercessionibus EORUM omnes misericordiam consequamur. Tom. 2. Bib. PP. pag. 4, in fin. Ed. Lugd. 677. Vedi Renaudot. Liturgiarum Oriental. Coll. Tom. 2. p. 29 e seg. Lascio però al Sig. Beausobre il privilegio di contare sopra monumenti sì dubbj. V. Praef. Tract, etc. Praelim. Jo. Bolland. Tom. 3. Ed. Venet. 1751. pag. 473. Sul passo delle Costituz. Apost. Vedi il Muratori, Dissert. De Reb. Liturg. cap. 22, ove rileva egregiamente la mala fede di Bingham., Crimine ab uno etc.
[503.] Vedi la cit. Dissert. a, del P. Toutée § 31 pag. 121.
[504.] Liturgia S. Jo. Chrisost. = In honorem... Dei Genitricis, et S. V. Mariae, cujus intercessionibus suscipe Domine Sacrificium hoc. Indi il Sacerdote fa la commemorazione dei SS. o dei Martiri QUORUM PRECIBUS visitari se a Deo rogat. Presso il Petav. l. cit. V. T. Epifanio Haere 75, §. 7. ed i sacramentarj Leoniano, Gelesiano e Gregoriano presso il Muratori T. 13 P. I. II. III. della Ediz. cit.
[505.] L'invocazione de' SS. si confessa molto antica da Chemnizio, Exam. Conc. Trid. P. IV. p. 16. Può vedersi Agosti Einsidlens. Tom V. Oecum. Trid. Concilii Veritas inextincta cont. Heidegger. usandone con Critica. È celebre il testo di S. Cipriano nell'Epist. 57, ad Cornel. Edit. Pamel. sostenuto dal Petavio, cont. Rigalt. de Incarn. L. XIV. c. 10. ed il Can. XX. del Conc. Gangrense nel Pontificato di S. Silvestro.
[506.] Questo argomento è trattato ampiamente nel T. I. de la Perpetuitè de la Foy. Lib. 1. cap. 10. Debbono ancora spiegare i Protestanti il perchè in tutti i tempi la Chiesa abbia usato una somma cautela in registrare gli Atti de' Martiri, e nell'esame delle S. Reliquie per impedire le frodi talora pie, e talor vergognose. Vedi Ruinart, Praef. in Act. Martirum §. 4., Mabillon de Canoniz. SS. ad. Saec. V. Bened., e l'Epist. de Cultu SS. Ignotor. Front. Duc., de diebus fest., Orsi, Dissert. Apolog. pro SS. Perpet. et Felicit., ed i Prolegomeni ad Hist. Eccl. p. 20 del Ch. Zola. Ma questa spiegazione si aspetta invano.
[507.] Vedi la lettera di una Inglese Cattol. presso il Murat. Tom. 4. dell'Oper. Ediz. cit. Giovanni Hus e Wicleffo acconsentirono all'Invocazione de' SS. Storia delle variazioni Lib. XI. §. 157, e 165, ed Arrigo VIII, ne confermò solennemente la pratica. Ivi lib. VII. §. 26 e 37.
[508.] M. Claude ha compreso il settimo secolo intiero dans les beaux jours de l'Eglise: Ospiniano avendo appunto in mira il culto dei SS. e delle Reliquie riguarda S. Greg. M. come il fonte da cui scaturì il torrente della superstizione, e della Idolatria: i Centuriatori Magdeburg. si contraddicono. Vedi al Bellarm. l. cit. Chamier od altri prendon per figure rettoriche le invocazioni dei SS. fatte dai Padri del IV. Secolo. Gibbon dopo Beausobre o Dailé etc. è meno scrupoloso. Quali e quante variazioni! È egli questo il carattere della verità! V. la Perpet. de la Foy T. 1. e T. 5. al luog. cit. Una innovazione, ed una innovazione superstiziosa e pagana poteva ella esprimersi con questi termini? Iidem (Praesides Provinciarum) Martyrum festos dies jussu Principii OBSERVABANT. Euseb., in Vit. Const. Lib. IV. c. 23. Eorum Martyrum sepulchra celebrare, et PRECES ibi votaque nuncupare, et beatas illorum animas venerari CONSUEVIMUS: idque a nobis MERITO fieri statuimus. Il med. Euseb., Praep. Evangel. Lib XIII. c. II. Una innovazione superstiziosa e pagana, può mai autorizzarsi dai Concilj Ecumenici? Nel Conc. Calced. Act. XI esclamarono i Padri = ecce ultio, ecce VERITAS: Flavianus post mortem vivit, Martyr pro nobis oret. Lab. Lutet. Paris. Tom. 4. P. 697. Tralascio come sospetto il Capit. 7. del VI. Conc. Gener. Tom. 6. p. 205., rimettendovi agli Atti dei Niceno II. Tom. VII.
[509.] Lib. V, Cap. 20. Contr. Haeres. pag. 317. T. I. Ed. di Ven. de' Bened.
[510.] Paradiso Cant. V.