Judicat Eunuchus.....
Arma, etiam violare parat.....
Claudiano (l. 229, 270) con quella mescolanza di sdegno e di fantasia, che sempre piace in un Poeta satirico, descrive l'insolente follìa dell'Eunuco, la vergogna dell'Impero, e la gioia de' Goti.
.... Gaudet, cum viderit hostis,
Et sentit jam deesse viros.
[516.] La viva descrizione, che fa il Poeta della sua deformità (1. 110, 125) vien confermata dall'autentica testimonianza del Grisostomo (Tom. III. p. 384 edit. Monfauc.) il quale osserva, che quando era tolto il belletto, la faccia d'Eutropio appariva più brutta e rugosa di quella d'una vecchia. Claudiano osserva (1, 469) e tal osservazione dev'esser fondata sull'esperienza, che appena si trova qualche intervallo fra la gioventù e la decrepitezza d'un Eunuco.
[517.] Sembra, ch'Eutropio fosse nativo dell'Armenia o dell'Assiria. I suoi tre servizi, che Claudiano più particolarmente descrive, son questi: 1. consumò varj anni in qualità di drudo di Tolomeo, palafreniere, o guardia delle stalle Imperiali: 2. Tolomeo lo diede al vecchio Generale Arinteo, per il quale con grande abilità esercitò la profession di ruffiano: 3. fu dato alla Figlia d'Arinteo quando si maritò; ed il futuro Consolo era impiegato in pettinare, in presentare il mesciroba d'argento, in bagnare, ed in far vento alla sua padrona in tempo di state. Vedi l. 1, 31, 137.
[518.] Claudiano (lib. 1. in Eutrop. 2, 22) dopo aver enumerato i varj prodigi delle nascite mostruose, degli animali parlanti, delle piogge di sangue e di sassi, de' Soli raddoppiati ec. soggiunge con qualche esagerazione:
Omnia cesserunt Eunucho constile monstra.
Il primo libro finisce con un nobil discorso della Dea Roma ad Onorio suo favorito, esecrando la nuova ignominia, a cui trovavasi esposta.