[569.] Zosimo L. V. p. 315. Non dovrebbe accusarsi la castità d'un'Imperatrice, senza produrne un testimone; ma è sorprendente, che tal testimone scrivesse e vivesse sotto un Principe, di cui osava d'attaccare la legittimità. Noi dobbiamo supporre, che tal'Istoria fosse un libello di partito, che si leggesse in segreto, e circolasse fra' Pagani. Il Tillemont (Hist. des Emper. Tom. V. p. 782) non è alieno dall'infamar la riputazione d'Eudossia.

[570.] Porfirio di Gaza. Il suo zelo fu esaltato dall'ordine che avea ottenuto di distruggere otto templi pagani di quella città. Vedi le curiose particolarità della sua vita (Baronio A. D. 401, num. 17-51) originalmente scritte in Greco, o forse in Siriaco da un monaco, suo diacono favorito.

[571.] Filostorg. l. XI. c. 8 e Gotofredo Dissert. p. 457.

[572.] Girolamo descrive (Tom. VI. p. 73, 76) con vivaci colori la regolare e distruttiva marcia delle locuste, che formavano sulla Palestina un'oscura nuvola fra il cielo e la terra. Furono poi disperse da opportuni venti parte nel Mar Morto, e parte nel Mediterraneo.

[573.] Procop. de Bello Persic. l. I. c. 2. p. 8 edit. Louvre.

[574.] Agatia (l. IV. p. 136, 137) quantunque confessi l'esistenza di tal tradizione, asserisce, che Procopio fu il primo, che la scrivesse. Il Tillemont (Hist. des Emper. T. VI. p. 597) ragiona molto sensatamente sul merito di questa favola. La sua critica non era ristretta da alcuna Ecclesiastica autorità: sì Procopio che Agatia erano mezzo pagani.

[575.] Socrate l. VIII. c. 1. Antemio era nipote di Filippo, uno de' Ministri di Costanzo, ed avo dell'Imperatore Antemio. Dopo il suo ritorno dall'ambasceria di Persia fu creato Console, e Prefetto del Pretorio dell'Oriente nell'anno 405: e tenne la Prefettura circa dieci anni. Vedansi gli onori e le lodi di esso appresso il Gotofredo (Cod. Th. T. VI p. 350), ed il Tillemont (Hist. des Emper. Tom. VI. p. 1).

[576.] Sozomeno l. IX. c. 5. Ei vide alcuni Scirri occupati nel lavoro vicino al monte Olimpo nella Bitinia, e si lusingava con la vana speranza, che quegli schiavi fossero gli ultimi della nazione.

[577.] Cod. Theod. l. VII. Tit. XVII. L. XV. Tit. 2. leg. 49.

[578.] Sozomeno ha riempito tre capitoli con un magnifico panegirico di Pulcheria (l. IX. c. 1, 2, 3); ed il Tillemont (Mem. Eccl. Tom. XV. p. 171, 184) ha destinato un articolo a parte in onore di S. Pulcheria, vergine ed Imperatrice.