[609.] Gizericus (il suo nome vien espresso in varie maniere) statura mediocris et equi casu claudicans, animo profundus, sermone rarus, luxuriae contemptor, ira turbidus, habendi cupidus, ad solicitandus gentes providentissimus, semina contentionum jacere, odia miscere paratus; Giornandes, de reb. Get. c. 33. p. 657. Questo ritratto, ch'è fatto con qualche arte e con forte verisimiglianza, dev'essere stato copiato dall'istoria Gotica di Cassiodoro.

[610.] Vedi la Cronica d'Idazio. Questo Vescovo, Spagnuolo e contemporaneo, pone il passaggio de' Vandali nel mese di Maggio dell'anno d'Abramo (che comincia d'Ottobre) 2444. Tal data, che combina coll'anno 429, vien confermata da Isidoro, altro Vescovo Spagnuolo, ed è giustamente preferita all'opinione di quegli scrittori, che hanno assegnato a tal fatto uno de' due precedenti anni. (Vedi Pagi, Critica Tom. II. p. 205)

[611.] Si confronti Procopio (de Bell. Vand. l. 1. c. 5, p. 190) con Vittore Vitense (de persecut. Vand. l. 1. c. 1. p. 3. Edit. Ruinart). Siamo assicurati da Idazio, che Genserico abbandonò la Spagna cum Vandalis omnibus, eorumque familiis; e Possidio (in vit. August. c. 28. ap. Ruinart. p. 427) descrive la sua armata, come, manus ingens immanium gentium Vandalorum et Alanorum commixtam secum habens Gothorum gentem, aliarumque diversarum personas.

[612.] Quanto a' costumi de' Mori vedi Procopio (de Bell. Vandal. l. 2. c. 6. n. 249), quanto alla figura e carnagione di essi il Buffon (Hist. natur. Tom. III. p. 430), Procopio dice in generale, che i Mori s'erano uniti a' Vandali avanti la morte di Valentiniano (de Bell. Vandal. l. 1. c. 5. p. 190) ed è probabile, che le indipendenti Tribù non abbracciassero alcun sistema uniforme di politica.

[613.] Vedi Tillemont (Memoir. Eccl. Tom. XIII. p. 516, 558), e tutta la serie della persecuzione ne' monumenti originali pubblicati dal Dupin al fine d'Ottato p. 323, 515.

[614.] I Vescovi Donatisti nella conferenza di Cartagine, ascendevano a 279 ed asserirono, che tutto il lor numero non era meno di 400. I Cattolici ne avevano 286 presenti, e 120 assenti, oltre sessantaquattro Vescovati vacanti.

[615.] Il quinto Titolo del XVI libro del Codice Teodosiano Somministra una serie di leggi Imperiali contro i Donatisti dall'anno 400 all'anno 428. Di queste la legge 54 promulgata da Onorio l'anno 414 è la più severa ed efficace.

[616.] S. Agostino variò la sua opinione intorno al modo con che si dovean trattare gli Eretici. La sua patetica dichiarazione di pietà e d'indulgenza verso i Manichei è stata inserita dal Locke (vol. III. p. 469) fra gli scelti saggi del suo Repertorio. Un altro Filosofo, il celebre Bayle (Tom. II, p. 445, 496), ha ribattuti con superflua diligenza e candore gli argomenti, coi quali il Vescovo d'Ippona giustificò, nella sua vecchiezza, la persecuzione de' Donatisti.

[617.] Vedi Tillemont (Mem. Eccl. Tom. XIII. p. 586, 592, 806). I Donatisti vantavano delle migliaia di questi martiri volontari. Agostino asserisce, e probabilmente con verità, che questo numero era molto esagerato; e fieramente sostiene, esser meglio, che alcuni si tormentassero in questo Mondo, piuttosto che tutti dovessero bruciare nelle fiamme dell'inferno.

[618.] Secondo S. Agostino e Teodoreto i Donatisti erano inclinati a' principj, o almeno al partito degli Arriani sostenuto da Genserico. Tillemont, Mem. Eccl. Tom. VI. p. 67.