........ Tardis ingens ubi flexibus errat
Mincius, et tenera praetexit arundine ripas.
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Anne lacus tantos te, Lari maxime teque,
Fluctibus et fremitu assurgens, Benace, marino.
[760.] Il Marchese Maffei (Verona illustrat. part. I. p. 95, 129, 221 Part. II. §. 6) ha schiarito con gusto ed erudizione questa interessante topografia. Esso pone l'abboccamento d'Attila e di S. Leone vicino ad Ariolica o Ardelica, ora Peschiera, all'unione del lago e del fiume; fissa la villa di Catullo nella deliziosa penisola di Sarmio, e scuopre l'Andes di Virgilio nel Villaggio di Bande, precisamente situato qua se subducere colles incipiunt, dove i colli Veronesi insensibilmente s'abbassano verso la pianura di Mantova.
[761.] Si statim infesto agmine urbem petiissent, grande discrimen esset. Sed in Venetia, qua fere tractu Italia mollissima est, ipsa soli coelique clementia robur elanguit. Ad hoc panis usu, carnisque coctae, et dulcedine vini mitigatos etc. Questo passo di Floro (III. 5) è anche più applicabile agli Unni, che a' Cimbri, e può servire come di comentario al contagio celeste, con cui Idazio ed Isidoro hanno afflitto le truppe d'Attila.
[762.] L'istorico Prisco ha fatto positivamente menzione dell'effetto, che produsse tal esempio sull'animo d'Attila. Giornandes c. 42 p. 673.
[763.] La pittura di Raffaello è nel Vaticano; il basso, o piuttosto l'alto rilievo dell'Algardi è in uno degli altari di S. Pietro (Vedi Dubos, Reflex. sur la Poes. et sur la Peint. Tom. I. p. 519, 520). Il Baronio (Annal. Eccl. an. 452, n. 57, 58) sostiene bravamente la verità di quest'apparizione, che per altro vien rigettata da' più eruditi e pii Cattolici.