[807.] Le parole di Procopio meritano d'esser trascritte: ουτος γαρ ο Μαιοριανος ξυμπαντας του πωποτε Ρωμαιων βεβασιλευκοτας υπεραιρων αρετη πασι; e quindi ανηρ τα μεν εις τους υπηκοους μετριος γεγονως φοβεφος δε τα ες τους πολεμιους (De Bell. Vandal. l. 1. c. 7. p. 194) breve ma piena definizione della virtù reale.
[808.] Quel Panegirico fu pronunziato a Lione avanti la fine dell'anno 458 mentre l'Imperatore era tuttavia console. Esso contiene più artifizio che genio, e più fatica che arte. Gli ornamenti son falsi o triviali; l'espressione debole e prolissa; e Sidonio manca dell'abilità di porre il soggetto principale in un aspetto luminoso, e distinto. La vita privata di Maioriano occupa circa 200 versi, 107-305.
[809.] Ella ne chiese l'immediata morte, e fu appena contenta della sua disgrazia. Parrebbe, che Ezio, ugualmente che Belisario, e Marlborough, fosse governato dalla propria moglie, la fervente pietà della quale, quantunque capace d'operar miracoli (Gregor. Turon. l. II. c. 7. p. 162), pure non era incompatibile co' bassi e sanguinari disegni.
[810.] Gli Alemanni avevan passato le alpi Rezie, e furono disfatti ne' Campi Canini, o nella vallata di Bellinzona, per cui scorre il Ticino nella sua discesa dal monte Adula al lago Maggiore (Cluver., Ital. antiq. Tom. 1. pag. 100, 101). Questa vantata vittoria su novecento Barbari (Paneg. Maior. 373. etc.) dimostra l'estrema debolezza dell'Italia.
[811.] Imperatorem me factum P. C. electionis vestrae arbitrio, et fortissimi exercitus ordinatione agnoscite (Novell. Majorian. Tit. 3. p. 34. ad Calc. Cod. Theod.). Sidonio vanta l'unanime voce dell'Impero.
......... Postquam ordine vobis
Ordo omnis regnum dederat; plebs, curia, miles,
Et collega simul....
386.
Questo è un linguaggio antico e costituzionale: possiamo qui osservare, che il Clero non era considerato ancora come un ordine distinto dello Stato.