[812.] Tanto dilationes, che delationes possono somministrare un senso tollerabile; ma nell'ultima voce si trova più sentimento e più spirito, e perciò le ho dato la preferenza.
[813.] Ab externo hoste et a domestica clade liberavimus. Per quest'ultima doveva intendere Maioriano la tirannia di Avito, di cui per conseguenza risguardava egli la morte come un atto meritorio. In quest'occasione Sidonio è timoroso ed oscuro; egli descrive i dodici Cesari, le nazioni dell'Affrica ec. per evitare il pericoloso nome d'Avito (305, 569).
[814.] Vedasi tutto l'editto, o la lettera di Maioriano di Senato (Novell. Tit. IV. pag. 34). Pure quest'espressione regnum nostrum porta qualche indizio di quel secolo, e non fa buona lega con la parola Respublica, che esso frequentemente ripete.
[815.] Vedi le Leggi di Maioriano (non sono che nove di numero, ma molto lunghe e di vario argomento) al fine del Codice Teodosiano, Novell. L IV. pag. 32, 37. Il Gotofredo non ha fatto alcun comentario a queste aggiunte.
[816.] Fessas Provincialium varia atque multiplici tributorum exactione fortunas, et extraordinariis fiscalium solutionum oneribus attritas etc. Novell. Majorian. Tit. IV. pag. 34.
[817.] L'erudito Greaves (Vol. I. pag. 329, 330, 331) ha trovato per mezzo di diligenti ricerche, che gli aurei degli Antonini pesavano cento diciotto grani Inglesi, e quelli del quinto secolo solo sessant'otto. Maioriano diede corso a tutta la moneta d'oro, eccettuato solamente il solido Gallico, per la sua mancanza non già nel peso, ma nel titolo.
[818.] Tutto l'editto (Novell. Majorian. tit VI. p. 35) è curioso. Antiquarum aedium dissipatur speciosa constructio: et ut aliquid reparetur magnae diruuntur. Hinc iam occasio nascitur, ut etiam unusquisque privatum aedificium construens per gratiam iudicum..... praesumere de publicis locis necessaria et transferre non dubitet. Con uguale zelo, ma con minor potere il Petrarca nel decimo quarto secolo ripetè le stesse querele (Vit. del Petrarca Tom. I. p. 326, 327). Se io proseguo quest'istoria, non mi dimenticherò della decadenza e della rovina della città di Roma, interessante oggetto, a cui si limitava in principio il mio disegno.
[819.] L'Imperatore riprende la dolcezza di Rogaziano, Consolare di Toscana, in un tuono di aspro rimprovero, che sembra quasi una personale animosità (Novella Tit. IX p. 37). La legge di Maioriano, che puniva le vedove ostinate, fu rivocata poco dopo da Severo suo successore (Novell. Sever. Tom. I. p. 37).
[820.] Sidonio Paneg. Major. 385, 440.
[821.] La rivista dell'armata, ed il passaggio delle alpi sono le parti più tollerabili, del panegirico (470, 552 ). Il Buat (Hist. des Peuples etc. Tom. VIII. p. 49, 55) è un comentatore più soddisfacente, che il Savaron o il Sigismondo.