[867.] Vedi Mariana, Hist. Hispan. Tom. 1. lib. V. c. 5. p. 162.
[868.] Si fa un'imperfetta, ma original pittura della Gallia, specialmente dell'Alvergna, da Sidonio, il quale, come Senatore, e di poi come Vescovo, era sommamente interessato nel destino del suo Paese. (Vedi l. V. Epist. 1, 5, 9).
[869.] Sidonio l. III. ep. 3, p. 65, 68. Gregor. Turon. l. II. c. 24 in Tom. II. p 174. Giornandes c. 45. p. 675. Ecdicio forse non era che figliastro d'Avito.
[870.] Si nullae a Republica vires, nulla praesidia, si nullae, quantum rumor est, Anthemii Principis opes, statuit te auctore nobilitas seu patriam dimittere, seu capillos (Sidonio l. II. ep. 1. p. 33). Le ultime parole (Sirmondo not. p. 25) possono ugualmente indicare la tonsura clericale, che in fatti fu scelta da Sidonio medesimo.
[871.] Può trovarsi l'istoria di questi Brettoni presso Giornandes (c. 45. p. 678), Sidonio (l. III. ep. 9, p. 73, 74), Gregorio di Tours (l. II. c. 18, in Tom. II. p. 170), Sidonio (che appella questi mercenari soldati argutos, armatos tumultuosos, virtute, numero, contubernio contumaces) tratta col loro Generale in un tuono d'amicizia, e di famigliarità.
[872.] Vedi Sidonio l. 1. ep. 7. p. 15-20, con le note del Sirmondo. Questa lettera fa onore al cuore, non meno che all'ingegno di esso. La prosa di Sidonio, per quanto sia viziata da un gusto falso ed affettato, è molto superiore agli insipidi suoi versi.
[873.] Quando il Campidoglio cessò d'essere un Tempio, fu destinato per uso de' Magistrati civili; ed è sempre la residenza del Senatore di Roma. Era probabilmente permesso a' Gioiellieri ec. d'esporre, le preziose loro merci ne' portici.
[874.] Haec ad Regem Gothorum charta videbatur emitti pacem cum Greco Imperatore dissuadens, Britannos super Ligerim sitos impugnare oportere demonstrans, cum Burgundionibus Jure Gentium Gallias dividi debere confirmans.
[875.] Senatus consultum Tiberianum. Sirmondo not. p. 17; ma quella legge concedeva solo dieci giorni fra la sentenza e l'esecuzione: gli altri venti vi furono aggiunti al tempo di Teodosio.
[876.] Catilina seculi nostri: Sidonio l. II. ep. 1. pag. 35. l. V. ep. 13. p. 143. l. VII. ep. 7. p. 185. Egli abbomina i delitti, ed applaudisce al gastigo di Seronato forse coll'indignazione d'un cittadino virtuoso, e forse collo sdegno di un personal nemico.