[877.] Ricimero, sotto il regno d'Antemio, disfece, ed uccise in battaglia Beorgor Re degli Alani (Giornandes c. 45. p. 678). La sua sorella era maritata al Re de' Borgognoni, ed ei manteneva un'intima connessione con la colonia Svevica, stabilita nella Pannonia, e nel Norico.
[878.] Galatam concitatum. Il Sirmondo, nelle sue note ad Ennodio, applica quest'espressione ad Antemio stesso. L'Imperatore probabilmente era nato nella Provincia della Galazia, gli abitanti di cui, vale a dire Gallo-Greci, si supponeva, che riunissero in sè i vizi d'un Popolo selvaggio e corrotto.
[879.] Epifanio tenne per trent'anni il Vescovato di Pavia, dall'anno 467 al 497; (Vedi Tillemont Mem. Eccl. T. XVI. p. 788). La posterità non avrebbe conosciuto nè il nome nè le azioni di esso, qualora Ennodio, uno de' suoi successori, non ne avesse scritto la vita (Sirmondo Oper. Tom. 1. p. 1647, 1692), in cui lo rappresenta come uno degli uomini più grandi di quel tempo.
[880.] Ennodio (p. 1659, 1664) ha riferito quest'ambasceria d'Epifanio; e la sua narrazione verbosa o turgida, per quanto sembra, illustra diversi passi curiosi nella caduta dell'Impero Occidentale.
[881.] Prisco (Excerpt. legat. pag. 74) Procopio (de bell. Vandal. l. 1. c. 6. p. 191). Eudossia e la sua figlia furono restituite dopo la morte di Maioriano. Forse fu dato il consolato ad Olibrio (an. 464) come un presente nuziale.
[882.] Si determina l'ostile comparsa d'Olibrio (nonostante l'opinione del Pagi) dalla durata del suo regno. La segreta connivenza di Leone vien confessata da Teofane, e dalla Cronica Pasquale. Noi non sappiamo i suoi motivi; ma in quest'oscuro periodo la nostra ignoranza si estende alla maggior parte de' fatti pubblici più importanti.
[883.] Delle quattordici regioni o quartieri, ne' quali Roma era stata divisa da Augusto, il solo Gianicolo è dalla parte del Tevere, che guarda la Toscana. Ma nel quinto secolo il sobborgo Vaticano formava una considerabil città; o nella distribuzione Ecclesiastica, ch'era stata fatta recentemente da Simplicio Papa regnante in quel tempo, due delle sette regioni o parrocchie di Roma dipendevano dalla chiesa di S. Pietro. Vedi Nardini Roma antica pag. 67. Richiederebbe una tediosa dissertazione il notare le circostanze, nelle quali sono inclinato a partirmi dalla topografia di quell'erudito Romano.
[884.] Nuper Antemii et Ricimeris civili furore subversa est: Gelasio in Epist. ad Andromach. ap. Baron. an. 496. n. 12. Il Sigonio (Tom. 1. l. XIV. de Occident. Imper. p. 542, 543) ed il Muratori (Annal. d. Ital. Tom. IV. p. 308, 309) coll'aiuto d'un Manoscritto meno imperfetto dell'Istoria Miscellanea hanno illustrato quest'oscuro e sanguinoso avvenimento.
[885.] Tal era stata la saeva ac deformis urbe tota facies, quando Roma fu assalita e presa dalle truppe di Vespasiano (Vedi Tacito, Hist. III. 82, 83); ed ogni specie di male aveva dopo quel tempo acquistato una gran forza di più. La rivoluzione de' secoli può riprodurre le stesse calamità; ma posson tornare i medesimi tempi, senza produrre un Tacito, che li descriva.
[886.] Vedi Ducange, Famil. Byzant. p. 74, 75. Arcobindo, che sembra sposasse la nipote dell'Imperator Giustiniano, fu l'ottavo discendente di Teodosio il Vecchio.