[330.] Vedi Cod. Teodos. lib. XV. Tit. XIV. leg. 23. Gli atti legali fatti in suo nome, fino la manumissione degli schiavi, furono dichiarati invalidi finattantochè non fossero formalmente ripetuti.

[331.] Io ho sdegnato di far menzione d'un molto sciocco e probabilmente falso racconto (Procop., de Bell. Vandal. l. 1 c. 2), che Onorio si pose in agitazione per la perdita di Roma, finattantochè non seppe, che non era un pollo suo favorito di tal nome, ma solamente la Capitale del Mondo che s'era perduta. Pure anche quella storia fa qualche prova della pubblica opinione.

[332.] I materiali per le vite di tutti questi Tiranni son presi da sei Istorici contemporanei, due Latini e quattro Greci: Orosio l. VII. c. 42. p. 581, 582, 583. Renato Profuturo Fregerido ap. Gregor. Turon. lib. II, c. 9 negl'Istorici di Francia Tom. II. p. 165, 166. Zosimo lib. VI, p. 307, 371. Olimpiodoro ap Fozio pag. 180, 181, 184, 185. Sozomeno l. IX. c. 12, 13, 14, 15, e Filostorgio lib. XII. c. 5, 6 con le dissertazioni del Gotofredo p. 477-481, oltre le quattro Croniche di Prospero Tirone, di Prospero d'Aquitania, d'Idazio e di Marcellino.

[333.] Non si comprende come Sozomeno abbia lodato questo atto di disperazione. Egli osserva (p. 379), che la moglie di Geronzio era Cristiana; e che la morte di essa fu degna della sua religione, e di fama immortale.

[334.] Ειδος αξιος τυραννιδος (figura degna della Sovranità). Questa è l'espressione d'Olimpiodoro, che pare essere stata presa dall'Eolo, tragedia d'Euripide, di cui non restano presentemente che alcuni frammenti (Euripid., Barnes T. II. p. 443. v. 28.). Può servire tale allusione a provare, che gli antichi Poeti tragici erano tuttavia famigliari ai Greci del quinto secolo.

[335.] Sidonio Apollinare (lib. V. Epist. p. 9, 139, con le not. del Sirmond. p. 58) dopo aver notato l'incostanza di Costantino, la facilità di Giovino, la perfidia di Geronzio, prosegue ad osservare, che tutti i vizi di questi Tiranni erano uniti nella persona di Dardano. Pure il Prefetto sostenne un rispettabil carattere nel Mondo, e se è veridica la testimonianza di Sidonio, ei seppe ingannare S. Agostino e S. Girolamo; poichè da questo (Tom. III. p. 66), ricevè i titoli di Christianorum nobilissime, e nobilium Christianissime.

[336.] Quest'espressione può intendersi quasi letteralmente. Olimpiodoro dice μολις σακκοις εξσωθηαν (Appena lo presero vivo coi sacchi). La parola σακκοι o σακκος può significare un sacco, o una veste sciolta: tal metodo d'inviluppare e prendere il nemico laciniis contortis, era molto in uso appresso gli Unni (Ammiano XXXI 2). Il Tillemont (Hist. des Emper. Tom. V. p. 608.) così traduce: Il fut pris avec des filets.

[337.] Senza ricorrere a più antichi Scrittori, io citerò tre rispettabili testimoni, che appartengono al quarto ed al settimo secolo cioè l'Expositio totius mundi (pag. 16 nel III volume dei Geografi Minori di Hudson). Ausonio (de Claris urbibus p. 242 edit. Toll.), ed Isidoro di Siviglia (Praef. ad Chron. ap. Grot. Hist. Goth. p. 707). Posson trovarsi molte particolarità relative alla fertilità ed al commercio della Spagna presso Nonnio Hispania illustrata, ed Huet Hist. du Commerce des anciens c. 40. p. 228-234.

[338.] Tal data si fissa esattamente nei Fasti, e nella Cronica d'Idazio. Orosio (lib. VII. c. 40 p. 578) attribuisce la perdita della Spagna al tradimento degli Onoriani, mentre Sozomeno (l. IV. c. 12) gli accusa soltanto di negligenza.

[339.] Idazio brama d'applicare a queste nazionali calamità le profezie di Daniele; ed è per conseguenza costretto d'adattare le circostanze del fatto ai termini della predizione.