[683.] Interpetro la voce βανδαλαριος non come un nome proprio, ma d'ufizio, quasi portatore della bandiera, da Bandum (vexillum) parola barbara adottata da' Greci e da' Romani (Paol. Diacon L. I c. 20 p. 760. Grot. Nomina Gothica p. 575. Du-Cange Glossar. Latin. Tom. I pag. 539, 540).
[684.] Il Danville nelle Memorie dell'Accademia per l'anno 1756 (Tom. XXX p. 198, 236) ha dato un Piano di Roma di minor proporzione, ma molto più accurato di quello, che aveva delineato nel 1738, per l'Istoria del Rollin. L'esperienza ha perfezionato la sua cognizione, ed invece della Topografia del Rossi, ha usato la nuova ed eccellente carta del Nolli. La vecchia misura di 13 miglia di Plinio si dee ridurre a 8. Egli è più facile alterare un testo, che muovere i colli o le fabbriche.
[685.] Nell'anno 1709, Labat (Voyages en Italie Tom. III p. 218) contò 138,568 anime di Cristiani oltre, 8, a 10,000 Ebrei forse senz'anima? Nell'anno 1763 la popolazione passava i 160,000.
[686.] L'occhio diligentissimo del Nardini (Roma antica L. I. c. 8. p. 31) potè distinguere le tumultarie opere di Belisario.
[687.] La fessura, e la pendenza nella parte superiore del muro, che osservò Procopio (Goth. L. I c. 23), è visibile anche adesso (Donati Roma vet. L. I. c. 17 p. 53, 54).
[688.] Lipsio (Opp. Tom. III Poliorcet. L. III) non conosceva questo chiaro e cospicuo passo di Procopio (Goth. L. I c. 21). La macchina si diceva οναγρος (asino selvaggio) a calcitrando (Heur. Steph. Thesaur. Linguae Graec. Tom. II p. 877). Io ho veduto un ingegnoso modello, immaginato ed eseguito dal General Melville, che imita o sorpassa l'arte dell'antichità.
[689.] La descrizione, che fa Procopio (L. I c. 25) di questo Mausoleo, è la prima e la migliore. S'alza sopra le mura σχεδον ες λιθου βολην (quasi un tiro di pietra). Nel gran disegno del Nolli i lati di quello sono 260 piedi Inglesi.
[690.] Prassitele era eccellente ne' Fauni, e quello d'Atene era il suo capo d'opera. Roma ora ne contiene più di trenta del medesimo carattere. Quando fu purgato il fosso di Castel S. Angelo sotto Urbano VIII, gli artefici trovarono il Fauno, che dorme, del Palazzo Barberini, ma si era rotta una gamba, una coscia, ed il braccio destro di quella bella Statua (Winckelman Istor. dell'art. ec. Tom. II pag. 52 Tom. III p. 265).
[691.] Procopio ha dato la miglior descrizione del Tempio di Giano, Divinità nazionale del Lazio (Heyne Excurs. V ad L. VII Aeneid.). Esso formava anticamente una porta nella primitiva città di Romolo e di Numa (Nardini Pag. 13, 256, 329). Virgilio ha descritto quest'antico rito da Poeta e da Antiquario.
[692.] Il Vivarium era un angolo nella nuova muraglia chiuso per le fiere (Procopio Goth. L. I c. 23). Il luogo è sempre visibile presso il Nardini (L. IV c. 2 p. 159, 160), e nella gran pianta di Roma del Nolli.