[702.] Anastasio (p. 40) gli ha conservato questo titolo di Sanguinario che potrebbe far onore ad una tigre.
[703.] Questo fatto vien riferito nella pubblica Storia (Goth. l. II. c. 8) con candore o cautela: negli Aneddoti (c. 7) con malevolenza o libertà: Marcellino però, o piuttosto il suo Continuatore (in Chron.), getta un'ombra di premeditato assassinio sulla morte di Costantino. Egli aveva fatto buon servizio in Roma, ed in Spoleto (Procop. Goth. L. I c. 7 14). Ma l'Alemanno lo confonde con un Costanziano Comes stabuli.
[704.] Dopo la partenza di lui non vollero più militare: venderono a' Goti i loro schiavi e bestiami: e giurarono di non più combattere contro di loro. Procopio fa una curiosa digressione sopra le maniere e le avventure di questa vagante Nazione, una parte di cui finalmente passò a Tule, o nella Scandinavia (Goth. l. II c. 14, 15).
[705.] Questo nazional rimprovero di perfidia (Procop. Goth. Lib. II cap. 25) offende l'orecchio di la Mothe le Vayer (Tom. VIII p. 163, 165) che critica l'Istorico Greco, come se non l'avesse mai letto.
[706.] Il Baronio applaudisce al suo tradimento, e giustifica i Vescovi Cattolici, qui ne sub haeretico Principe degant, omnem lapidem movent: Cautela veramente utile! Il Muratori, più ragionevole (Annali d'Ital. Tom. V p. 54), accenna il delitto di spergiuro, e biasima almeno l'imprudenza di Dazio.
[707.] S. Dazio fu più felice contro i diavoli, che contro i Barbari. Ei viaggiò con un numeroso seguito, ed occupò un'ampia casa in Corinto (Baronio An. 538 n. 89. An. 539 n. 20).
[708.] Μοριαδες τριακοντα (trenta miriadi) Vedi Procopio (Goth. L. II c. 7, 21). Tal popolazione però è incredibile: e la seconda o terza Città d'Italia non dee lagnarsi, se noi solamente decimiamo il numero di questo testo. Tanto Milano quanto Genova risorsero in meno di trent'anni (Paolo Diacono De Gestis Longobard. L. II c. 38).
[709.] Oltre Procopio, forse troppo Romano, vedansi le Croniche di Mario, e di Marcellino, Giornandes (in success. regn. presso il Muratori Tom. I pag. 241), e Gregorio di Tours (L. III c. 32 nel Tom. II degl'Istorici di Francia). Gregorio suppone una disfatta di Belisario, che presso Aimoino (De Gestis Franc. L. II c. 23 nel Tom. III p. 59) è ucciso da' Franchi.
[710.] Agatia L. I p. 14, 15. Quand'egli avesse potuto sedurre o soggiogare i Gepidi, o i Lombardi della Pannonia, il Greco Istorico crede, che sarebbe stato necessariamente distrutto nella Tracia.
[711.] Il Re diresse la sua lancia, il toro gli rovesciò un albero sul capo, ed ei spirò nel medesimo giorno. Tal'è il racconto d'Agatia: ma gl'Istorici originali di Francia (T. II p. 202, 403, 558, 667) attribuiscono la sua morte ad una febbre.