[380.] ̉Αυτη τε ̉Θυλιταιςη μεγηνη των ε̉σρτων ὲστι (E questa è la massima festa per i Tuliti) dice Procopio. Presentemente un rozzo manicheismo (bastevolmente generoso) domina fra' Samoiedi in Groenlandia, e in Lapponia (Hist. des Voyag. Tom. XVIII p. 508, 509 Tom. XIX p. 105, 106, 527, 528); pure secondo Grozio Samojutae coelum atque astra adorant, numina haud aliis iniquiora (de rebus Belgicis L. IV p. 338 Ediz. in fol.) sentenza, che non isdegnerebbe di riconoscer per sua lo stesso Tacito.
[381.] Vedi l'Hist. des Peuples anciens ec. Tom. IX. p. 255, 273, 396, 501. Il Conte di Buat era ministro di Francia alla Corte di Baviera, allorchè una ingenua curiosità eccitò le sue ricerche sopra le antichità di quel Paese, e tal curiosità fu il germe di dodici rispettabili volumi.
[382.] Vedi i Fatti de' Goti sul Danubio, e nell'Illirico presso Giornandes (c. 58 p. 699), Ennodio (p. 1607, 1610), Marcellino (in Chron. p. 44, 47, 48) e Cassiodoro (in Chron. e Var. III 23, 50. IV 13. VII 4, 24. VIII 9, 10, 11, 21. IX 8, 9).
[383.] Non posso fare a meno di trascrivere il generoso e classico stile del Conte Marcellino: Romanus Comes Domesticorum, et Rusticus Comes Scholariorum cum centum armatis navibus, totidemque dromonibus, octo millia militum armatorum secum ferentibus ad devastanda Italiae littora processerunt, et usque ad Tarentum antiquissimam Civitatem aggressi sunt; remensoque mari inhonestam victoriam, quam piratico ausu Romanis rapuerunt, Anastasio Caesari reportarant. (in Chron. p. 48). Vedi Var. I 16. II 38.
[384.] Vedi gli ordini, e le istruzioni reali (Var. IV 15. V 16, 20). Questi navigli armati dovevano essere anche più piccoli de' mille vascelli d'Agamennone nell'assedio di Troia.
[385.] Vedi Cap. XXXVIII.
[386.] Ennodio (p. 1610), e Cassiodoro in nome del Re (Var. II 41) fanno menzione della sua salutar protezione degli Alemanni.
[387.] Si espongono i fatti de' Goti nella Gallia e nella Spagna con qualche oscurità da Cassiodoro (Var. III 32, 38, 41, 43, 44. V 39), da Giornandes (cap. 58 pag. 698, 699) e da Procopio (Goth. l. 1 c. 12). Io non voglio nè discutere, nè conciliare fra loro i lunghi e contraddittori argomenti dell'Abbate Dubos, e del Conte di Buat sopra le guerre della Borgogna.
[388.] Teofane p. 113.
[389.] Procopio asserisce, che Teodorico ed i successivi Re d'Italia non promulgarono leggi alcune (Goth. l. II c. 6). Ei deve intender però in lingua gotica: perchè tuttavia esiste un editto latino di Teodorico in cento cinquantaquattro articoli.